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Ferreira Pinto si racconta: “L’Atalanta mi ha cresciuto, non dimentico l’affetto dei tifosi”

Adriano Ferreira Pinto, ex giocatore atalantino dal 2006 al 2013, ci svela le sue considerazioni sull’Atalanta di oggi e sull’esordio della squadra in Europa League al Mapei Stadium lo scorso 14 settembre.

Adriano, hai trascorso sei anni e mezzo nell’Atalanta. Cosa ricordi di quel periodo e quale episodio ti è rimasto più di tutti nel cuore?
Con l’Atalanta ho sicuramente coronato il mio più grande sogno, ovvero quello di giocare nella massima serie dei campionati italiani. In quel periodo ho totalizzato 14 goal e 125 presenze. Purtroppo però, nel 2009, a causa di un infortunio gravissimo al ginocchio, una lesione al crociato anteriore durante Milan-Atalanta, sono dovuto stare fermo per parecchio tempo, lontano dal campo dal gioco. Uno dei ricordi più belli che serbo è sicuramente quando feci goal contro il Napoli sotto la curva nord dello stadio di Bergamo nel 2008. Ricordo anche con affetto quando, tornato in campo dopo l’infortunio, tutti i tifosi si sono alzati per applaudirmi trasmettendomi tutto il loro entusiasmo”.

Come giudichi l’attuale formazione dell’Atalanta?
L’Atalanta ha innanzitutto un grande allenatore che crede molto nei giovani di oggi . La considero una squadra pronta per qualunque competizione e sicuramente Masiello e Gomez, grazie alla loro presenza, danno una mano anche ai componenti della squadra più giovani a crescere sul campo e tatticamente. Penso che non avremo problemi a ripetere un bel campionato”.

Per quanto riguarda l’Europa League, un commento a caldo sulla strepitosa vittoria di giovedì contro l’Everton.
L’Atalanta ha giocato una partita spettacolare e fin dal primo minuto ha dimostrato di saper tener testa a una squadra come l’Everton. Ha giocato una partita che nessuno si aspettava, lottando subito su ogni palla. È sicuramente bello vedere un’Atalanta in Europa di questo calibro, che non ha niente da invidiare alle grandi squadre internazionali. Ho trovato anche un mix ben fatto tra nuovi e vecchi giocatori, si sono ben amalgamati nella squadra e stanno giocando tutti davvero molto bene”.

Come ti stai trovando adesso nel Pontisola?
“Da 4 anni ormai gioco in serie D, in questa squadra. Nonostante sia sceso di categoria la mia passione per il calcio non è mai scemata. Essere sul campo per me è come trovarmi a casa. Ho un ottimo rapporto con i compagni di squadra, gioco a Bergamo, città che amo e in cui vivo con mia moglie Marianna e i miei due figli Thiago e José Carlos. Faccio un grande in bocca al lupo all’Atalanta, squadra che mi ha fatto crescere e ringrazio tutti coloro che mi hanno sempre sostenuto, dai compagni, agli allenatori, ai tifosi”.

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