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Pairetto, nel nome del padre: amarcord agrodolce per l’Atalanta

La designazione di Luca Pairetto della sezione di Nichelino per il Sunday Night dell’Atalanta a Firenze avrà evocato senz’altro ricordi tutt’altro che piacevoli agli aficionados bergamaschi di vecchia data particolarmente attenti alle statistiche. Fu il padre Pierluigi, infatti, a dirigere la finale di ritorno di Coppa Italia dei nerazzurri proprio contro i viola, a Bergamo, il 18 maggio 1996: finì 2-0 per gli ospiti, che in virtù anche del successo di misura dell’andata firmato da Batistuta (suo pure il raddoppio al “Comunale” in coda all’apripista Lorenzo Amoruso) conquistarono il trofeo della coccarda.

Ma la disfida di allora tra Claudio Ranieri ed Emiliano Mondonico non è la sola nota negativa associabile al cognome illustre, visto che il figlio d’arte, promosso in Can A nell’estate del 2016, in campionato con i nerazzurri ha all’attivo soltanto una gara, il ko in rimonta in casa della Lazio del 15 gennaio scorso. Nell’occasione il fischietto piemontese assegnò il penalty decisivo trasformato da Immobile al 23′ del secondo tempo per il fallo di Berisha sullo stesso attaccante: score fissato sul 2-1 dopo il botta e risposta nella prima frazione tra Petagna (21′, cross di Freuler) e Milinkovic-Savic (46′, di testa, su punizione di Lulic).

A fare le spese della severità della giacchetta nera scelta per domani sera furono in particolare i due tecnici Simone Inzaghi e Gian Piero Gasperini, allontanati per proteste rispettivamente ai minuti 39 e 79. Ma Pairetto junior almeno in un’occasione ha portato bene alla Dea, nonostante fosse difficile danneggiarla visto il divario tecnico in campo: suo l’arbitraggio del terzo turno di Coppa Italia con la Cremonese l’antivigilia di Ferragosto del 2016, risolto da Toloi, dall’autogol di Polak e da Kessie. Decisamente fortunato per i viola l’unico precedente con il trentatreenne imprenditore torinese, la vittoria firmata da Kalinic al novantesimo a Crotone il 19 marzo 2017.

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