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Il fuorigioco – Atalanta come Bubka. Una tacca alla volta e si diventa grandissimi

Rieccoci qua, come successo già in tanti altri lunedì (o come successo in due venerdì quest’anno grazie alle partite di Europa League) a guardarci indietro a poche ore prima e a dirci: “Questa è l’impresa più bella dell’Atalanta”, “Un’Atalanta così non si è mai vista”, “A Bergamo non abbiamo mai visto giocare così bene”. Frasi forse un po’ da cuore ancora bollente, probabilmente un po’ assolutistiche, qualche volta azzardate. Ma se escono dalla bocca di tanti tifosi, di tanti addetti ai lavori e di tanti che di calcio qualcosa capiscono allora forse il tutto merita di soffermarsi un attimo a pensare.

La prima cosa che viene da dire è che la grandezza dell’Atalanta è che sta alzando l’asticella delle ambizioni sempre di più, partita dopo partita, da una stagione e mezza, ma forse anche da prima, da quando Percassi ha preso in mano le redini della società. Merita poi una riflessione oggi a meno di 24 ore dal pareggio in rimonta con la Juventus (probabilmente troppo poco celebrato perché qualcuno inizia ad abituarsi bene), ma che al contrario rappresenta un risultato straordinario che fa gridare – ancora – al: “Questa è una delle imprese più belle”. Merita, perché già di per sé mettersi in saccoccia un punto contro la Juventus significa aver fatto un’impresa.

Merita doppiamente perché rimontare due gol alla Juventus significa che a questo giro l’Atalanta non ha alzato di una tacca l’asticella delle ambizioni, ma di due, forse tre tacche. Questo perché ha certificato di possedere una rara personalità che ora è davvero tale e non è più quella che l’anno scorso poteva sembrare una tipica sfrontatezza da chi non ha nulla da perdere o il tipico entusiasmo dei tanti giovani in rosa. Merita perché l’Atalanta ha dimostrato di essere matura al punto giusto, lasciando da parte anche quell’inspiegabile timidezza e soggezione che ormai era rimasta solo quando si incontrava a cena, a pranzo o a merenda la Vecchia Signora.

Personalità, maturazione, indubbia condizione atletica, ma anche gioco. Bel gioco. Gasperini e la sua truppa hanno messo nel sacco la Juventus, una bella Juventus che a tratti è stata anche bellissima, col gioco. L’ormai solito, ma sempre divertente ed efficace gioco della GaspAtalanta. E qui ecco l’altra riflessione, duplice ma strettamente legata a questo aspetto. Da un lato c’è che questa Atalanta è cresciuta ed è matura, ma è anche estremamente umile perché prima di tutto lo è il suo mister. Alla mezz’ora fuori Cornelius e dentro Ilicic ammettendo in modo neanche tanto velato di aver sbagliato la valutazione iniziale che sulla carta si poteva comunque condividere: metto un gigante là davanti per far salire la squadra e fare la “guerra” con Chiellini e Benatia. A questo punto però sarebbe bello iniziare a ragionare nell’ottica di provare a studiare un’Atalanta diversa che sappia rendere al meglio anche con un centravanti puro, perché in qualche partita o in qualche situazione può essere determinante. Questo alzerebbe probabilmente ancor di più l’asticella delle ambizioni dell’Atalanta portando la Dea a confermarsi nei piani altissimi.

D’altronde è lampante, lo è stato anche ieri, come la fiducia degli interpreti e la fluidità della manovra aumentino esponenzialmente quando si gioca come Gasp ha insegnato l’anno scorso. Non è obbligatorio trovare un modo alternativo di giocare (il Napoli gioca sempre allo stesso modo da quando c’è Sarri ed è una delle più belle squadre d’Europa) e non si può dire che Gasperini disponga i suoi sempre allo stesso modo (Cristante ad esempio, ago della bilancia della squadra, gioca qualche volta più a supporto delle punte e qualche volta più in copertura) però darebbe una soluzione in più e consentirebbe al Cornelius di turno di trovare spazio e far rifiatare il Petagna di turno.

Ci fermiamo all’impresa di ieri sera che almeno questa volta rimarrà al “top” per almeno due settimane consecutive. Anzi, no: Cristante, il giovane promettente poi perso che l’Atalanta ha rigenerato, è stato convocato in nazionale. Dopo Caldara, Gagliardini, Spinazzola, Petagna, Gomez, Freuler, gente che la nazionale la poteva solo sognare… “Mai visto tanti atalantini in nazionale”. Ci risiamo.

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[…] non è cosa semplice, perché ad ogni partita siamo qui a dire: questa è l’impresa più bella. Lo avevamo scritto qualche settimana fa di un’Atalanta alla Bubka che alza l’asticella ad ogni p…. Lo ha detto Gasperini ieri dopo la vittoria col Lione: questo è il punto più alto per noi in […]

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