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L’album dei ricordi – La Samp e l’ultima volta di Colantuono

4 novembre, per il calendario istituzionale, è la celebrazione della Vittoria. Nel primo conflitto mondiale, s’intende: una certezza datata 1918. Anche a Bergamo, a suo modo, la data corrisponde a un evento storico, se possibile da ripetere quanto prima, tanto s’è rivelato infrequente nel corso dei decenni: l’anno di riferimento è il 2012, il caso così raro il bottino pieno a “Marassi” con la Sampdoria. Il quinto di cinque in trasferta per l’Atalanta contro l’avversario diretto di domenica 15 ottobre. Un’ultima volta di quelle che pesano come un macigno nei ricordi societari e sulla coscienza collettiva, firmata dal comandante in capo Stefano Colantuono, che sarebbe stato congedato tre febbrai dopo, e nel sacco da Jack Bonaventura su centro di Raimondi dopo due giri di lancetta più Giuseppe De Luca, attuale prestito entellese, Zanzara per antonomasia ronzante e pungente a 14 dal novantesimo dietro suggerimento del Tanque Denis, con il godibile intermezzo (8′ della ripresa) del pari in bicicletta di Maresca sugli sviluppi del tiro di Soriano respinto da Consigli e ripreso dalla torre di Gastaldello.

Più facile a vedersi che a scriversi, ma del resto come ricordato in premessa spuntarla a casa d’altri per la Dea è sempre stato come scalare l’Olimpo. Se l’ultima volta nerazzurra corrispose alla crisi della gestione di Ciro Ferrara giunta al sesto ko di fila, e nel decimo punto in 4 gare dei nerazzurri, lo scontro diretto della scorsa stagione (parzialmente riscattato all'”Atleti Azzurri di’Italia” dal penalty di Gomez per il contatto Torreira-Petagna) capitò alla seconda giornata, quando il Gasp era in fase di rodaggio e di 3-5-2 puro: in quel notturno in Carmona minore (doppio giallo cento secondi prima del colpo del ko e buonanotte) del 28 agosto inaugurato da Kessie al 27′ su una palla in uscita mal gestita dalla difesa di Giampaolo in seguito a una punizione del Papu, fatale la marcatura affannosa di Raimondi, schierato centrale destro, su un Muriel capace di procurarsi il falletto da rigore trasformato al 35′ da Quagliarella e poi di accarezzare la fronte dell’ex al veleno Barreto al 45′ per la remuntada. Vista la dfficoltà a violare il santuario blucerchiato, meritano una breve menzione le quattro precedenti campagne vittoriose in un bilancio extra moenia che parla di 16 pari e ben 33 batoste con 37 reti all’attivo e 87 al passivo.

Si comincia da quel 20 ottobre del ’91 targato Bruno Giorgi con tre eroi: Bianchezi, piede a intermittenza, mullet da neomelodico e baffo spinoso, che sforna un manicaretto dal vertice destro (52′) su filtrante da fermo di Nicolini, Ferron che intuisce il tiro dal dischetto di Mancini (58′) e Caniggia che bissa (67′) in tap-in dopo la paratona di Pagliuca sul lob del centravanti do Brasil. Spettacolare il 3-2 Lippi contro Eriksson del 6 dicembre ’92: due volte Ganz (28′ e 42′, da calcio piazzato), Mancini di testa su cross di Bertarelli (63′), tris di Rambaudi servito dal bomber dell’epoca (65′) e rigore di Corini al 70′. Pollice su dal medesimo score il 24 marzo ’96, il rimontone del Mondo: al 44′ Balleri al volo da Evani, al 45′ Chiesa di nuovo di volée in chiusura di triangolo rifinito di tacco da Mancini, al 54′ diagonale di Vieri in combinazione con Morfeo, al 57′ Morfeo dopo una mezza carica di Bobone su Pagotto al culmine di una punizione lunga di Montero, sigillo – 84′ – di Fortunato su azione fotocopia ma con sponda aerea del Cobra Tovalieri. Infine, lo sgambetto di Delio Rossi, il sostituto in panca di Andrea Mandorlini per una retrocessione comunque senza colpo ferire, del 20 marzo 2005: al 2′ l’ex genoano Makinwa, quinto gol in sei partite su assist involontario di Volpi, al 30′ Doni (l’ex di turno) su punizione e al 68′ Natali da stopper old style tramutando in oro il piazzato del Professore Bernardini. Chicca: il rigoricchio per un mani di Montolivo al 16′ neutralizzato da Calderoni a Flachi.

C’è stata pure una stagione, in un passato non ancora abbastanza lontano da essere definito remoto a dispetto della declinazione verbale, in cui le contendenti (tre punti su quattro per i Bergamo-boys in serie A) si sono affrontate ben cinque volte, di cui ben tre in Coppa Italia. Nell’edizione del 1989 vinta dai rivieraschi genovesi di Levante, che nell’occasione batterono sempre i bergamaschi. Erano i tempi di Vujadin Boskov ed Emiliano Mondonico, strateghi amatissimi dai rispettivi fronti. In primis, l’1-0 al “Moccagatta” di Alessandria (58′ Vialli) il 14 settembre 1988 nel secondo turno eliminatorio, disputato nel girone con Monza e Bari. Quindi nella semifinale di andata il primo febbraio ’89 a Bergamo, vale a dire uno dei 10 successi sotto la Maresana del Doria a fronte di 20 sconfitte e altrettanti pareggi (54 gol fatti, 70 subiti): tutto nella seconda metà, con Fortunato ad aprire le danze al 7′, Stromberg a infilare la porta sbagliata in capo a un paio di minuti, l’uno-due di Vialli al quarto d’ora dal dischetto e al 27′ e il punto della bandiera di Pasciullo al 43′. Dulcis in fundo, nel retour match con la semirovesciata volante di Mancini su assist di Vialli al 18′, il rigore del cremonese per fallo sullo stesso Mancio al 10′ del secondo tempo, il cabezazo da corner di Prandelli 13 minuti più tardi e il contropiede del centravanti per la doppietta in diagonale del fantasista a 5 dal gong. La cifra dei rendez-vous con un oste che non fa mai sconti.

IL TABELLINO DELL’ULTIMA VITTORIA A GENOVA
Sampdoria-Atalanta 1-2 (0-1), 4 novembre 2012
SAMPDORIA (4-3-3): Romero; De Silvestri, Rossini, Gastaldello, Castellini; Soriano, Maresca (20′ st Obiang), Poli (26′ st Tissone); Estigarribia (32′ st Icardi), Maxi Lopez, Eder. A disp.: Falcone, Mustafi, Poulsen, Soriano, Juan Antonio, Renan. All.: Ferrara.
ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Manfredini, Peluso; Schelotto, Carmona (39′ st Biondini), Cigarini, Bonaventura (28′ st De Luca); Moralez (37′ st Brivio); Denis. A disp.: Frezzolini, Polito, Lucchini, Matheu, Marilungo, Gagliardini, Parra. All.: Colantuono.
Arbitro: Russo di Nola.
RETI: 2′ pt Bonaventura (A), 8′ st Maresca (S), 31′ st De Luca (A).

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