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Il fuorigioco – Il mister e il ragazzo grato che lo abbraccia

«Eccomi qua, mister»

«Bravo Andrea! Andrea, ma che fai?»

«Sono qua per ringraziarti, mister»

«Ma che stai dicendo, oh?!»

«Sono qua per ringraziarti. Sì qualche gol lo avevo fatto prima di venire qui a Bergamo ma pensavo che non sarei mai riuscito ad essere protagonista in Serie A. Sai l’esordio col Milan da giovanissimo, qualche stagione andata male… mister lo sai anche tu come funziona nel calcio e io, pur con tutta la passione che ci mettevo, temevo di dovermi accontentare di un ruolo di secondo piano nella mia carriera e invece…»

«Andrea guarda che tu sei forte…»

«Sono diventato forte grazie a te, mister. Per questo sono qui a ringraziarti e ti abbraccio come gesto di gratitudine…»

«Andrea siamo uomini di calcio ed è l’Europa questa, che fai?»

«Devo ringraziarti perché anche quando sono arrivato qui a Bergamo nessuno credeva in me. Petagna, chi? Per fortuna abbiamo Paloschi, dicevano. Hai creduto in me quando c’era da svoltare, hai creduto in me quando nonostante le mie prestazioni dell’anno scorso che tutti giudicavano buone, c’erano ancora tanti che dicevano che non segnavo abbastanza per essere un centravanti. Spiegaglielo tu che io in questa magnifica orchestra non sono il centravanti che tutti vorrebbero, per fortuna, perché tu mi hai cambiato e hai inventato un ruolo nuovo. Ti abbraccio mister perché quest’anno grazie alla tua fiducia segno anche un po‘ di più, hai visto che gol ho fatto? Di testa… grazie mister»

«Andrea porca miseria fai commuovere anche me così dai, ci stiamo giocando il passaggio del turno non scherziamo. Sei forte te l’ho sempre detto. Vieni qua mannaggia a te, vieni qua. Hai fatto un gol stupendo, siamo tornati in vantaggio e ora andiamo a chiuderla. Sei fondamentale per noi, lascia parlare chi non sa come sta funzionando questa nostra macchina bellissima e dai retta a me che qualche anno di calcio l’ho fatto. Sei forte Andrea e puoi anche migliorare, sei fondamentale per la nostra squadra. Hai capito? Ora basta, corri in campo qui c’è una partita da vincere, basta con questi sentimentalismi. Torna in campo e lotta. Torna in campo e lotta».

«Grazie mister, grazie. Oh raga, la mia maglietta chi ce l’ha?». 

Dialogo immaginario tratto liberamente da una storia vera. Reggio Emilia, ore 22.25. Andrea Petagna e Gianpiero Gasperini si incontrano a bordo campo dopo il 2-1.

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