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L’album dei ricordi – Bologna, quanti incroci con Perani e Savoldi

111 e non sentirli. Tanti sono gli incroci complessivi tra Atalanta e Bologna lungo il cammino del calcio tricolore, di cui 6 in B e 11 in Coppa Italia. Se l’ago della bilancia dice rossoblù (44 vittorie a 37, 140 gol segnati e 122 subìti), nei precedenti diretti sotto le Mura Venete il fattore campo ha pesato eccome, come nel più recente della sestultima giornata del 2016-2017 il 22 aprile scorso (3′ Conti, 14′ Freuler, 16′ Destro, 61′ Di Francesco, 75′ Caldara): all’attuale “Atleti Azzurri d’Italia” solo 10 affermazioni ospiti contro le 29 locali. Lo scorso 22 aprile, all’ora dell’apericena o poco meno (18), il 3-2 fece il paio col 2-0 all’andata del 27 novembre 2016 per la sesta di fila celebrata con un corteo trionfale a Porta Nuova del pullman nerazzurro quella sera stessa.

Il primo match con i punti in palio è il 2-1 del “Littoriale” firmato Andreolo, Reguzzoni e Savio il 26 settembre 1937; stesso score al ritorno, il battesimo del fuoco della sfida nell’allora “Mario Brumana” (Biavati, Maini e Giuseppe “Picaia” Bonomi su rigore), con la squadra di Arpad Veisz quinta alla fine di quella stagione e quella neopromossa (per la prima volta) di Ottavio Barbieri a retrocedere in cadetterìa. C’era già il grande ex del caso, il portiere Carletto Ceresoli, bergamasco d.o.c. che aveva giocato anche nell’Inter e fu costretto a saltare i Mondiali vittoriosi del ’34 e del ’38 perché infortunato.

Curiosamente il nome del medesimo è legato all’altro 2-1 epocale a favore dei petroniani, firmato da Tacconi e Cappello (pari temporaneo del “Gabbiano” Angeleri, così chiamato perché allargava le braccia mentre correva) alla sesta giornata di A il 14 ottobre del ’51: il tecnico inglese Denis Neville dovette cedergli la panchina, con l’acquisto dal Djurgarden di Hasse Jeppson arrivarono 22 gol buoni per salvarsi e in estate pure i 105 milioni del Napoli di Achille Lauro per accaparrarsi l’asso svedese (70 netti di plusvalenza). Nella Città dei Mille l’ultima affermazione degli emiliani risale al 28 gennaio 2009, quando la formazione di Mihajlovic, forte dell’ex Cristian Zenoni, ebbe la meglio su quella di Delneri grazie alla punizione del bresciano Sergio Volpi a dieci dal novantesimo.

Tra i tanti volti noti sui due fronti nella storia, in mezzo ai vari Titta Rota, Natali, Bianchi, Tomas Locatelli e lo stesso esterno-pendolino di Selva di Zandobbio, ne spiccano due. Il compianto Marino Perani, scomparso mercoledì 18 ottobre e funerato giusto ieri, protagonista di 17 sfide di campionato cui 2 da atalantino segnando 3 gol sulla sponda opposta, nel 3-1 del 27 novembre 1960 (7′ autorete di Santarelli, 12′ Vinicio, 16′ Campana, 28′ Perani), nell’1-1 a Bergamo del 2 aprile 1961 (45′ Perani, 54′ Nova) e infine nella cinquina sotto le due torri del 7 gennaio 1968 (11′ Tentorio, 18′ Perani, 33′ Fogli, 45′ e 77′ Pascutti).

L’altro è Beppe Savoldi, il Bomber di Gorlago per antonomasia prima che dal cielo piovesse Andrea Belotti: 2 scontri diretti con i colori natii, 7 di cui 2 in Coppa Italia da nemico vestendo la maglia degli avversari di domani, con i palloni messi in porta al “Dall’Ara” il 16 marzo 1969 (matchball al 63′, sbagliò anche un rigore), nell’1-1 del 7 maggio ’72 (pari al 66′ Savoldi dagli 11 metri dopo il vantaggio di Sergio Magistrelli al 36′), nell’altro 1-0 del 19 novembre ’72 (punto decisivo al 53′) e in occasione del ritorno del secondo girone di qualificazione del trofeo della Coccarda il primo maggio del ’74 (23′ Vignando, 46′ Ghetti, 52′ Savoldi su penalty, 76′ Massimelli).

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