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ESCLUSIVA – Paolo Foglio: “Non vedo come il Verona possa far punti a Bergamo”

A 33 anni chiuse la carriera da calciatore professionista con la maglia dell’AlbinoLeffe. Dopodiché Paolo Foglio, classe 1975 ed ex esterno di Atalanta (81 presenze e tre reti in due parentesi) e Verona (33 gare e un gol), fece una breve apparizione nell’Oratorio Leffe, formazione di Seconda Categoria, aiutando la squadra del proprio paese a conquistare la salvezza. Appesi gli scarpini al chiodo l’esterno di Leffe iniziò l’avventura da allenatore nei dilettanti con il Colle Alto, prima di passare a San Lorenzo e San Paolo d’Argon. Ora invece guida la Vertovese, partecipante al campionato di Promozione lombardo.

 

Foglio, se lei ora fosse un giocatore dell’Atalanta, come si vedrebbe nella scacchiera di Gasperini?

“Mi vedrei bene. L’anno più bello che ho fatto è stato qui a Bergamo con Mondonico. Giocavamo con il 3-5-2, non ero un gran marcatore però avevo tanta corsa e piedi buoni che mi permettevano di andare sul fondo e crossare. Tutto questo sarebbe stato quindi dalla mia parte”.

Dove può arrivare questa Atalanta?

“Non lo so e probabilmente non lo sanno nemmeno loro. Quello che penso è che sia una delle poche squadre a esprimere un buon calcio insieme al Napoli. Non solo a livello italiano, ma anche in campo europeo. Pensavo che dopo la grande annata scorsa questa volta avrebbero fatto più fatica, invece proprio non ne stanno facendo. Con l’Europa League in mezzo magari incontri qualche difficoltà in più perché giocare ogni tre-quattro giorni non è facile, ma ogni giocatore che viene chiamato in causa fa bene. Badando al sodo ritengo comunque difficile una qualificazione alla Champions League, ma un posizione nelle prime sette-otto è sicuramente alla portata”.

Quale è il suo ricordo più bello delle esperienze bergamasche?

“Ce ne sono tantissimi. Ma la stagione più bella è stata quella in cui abbiamo conquistato anche la classifica cannonieri con Filippo Inzaghi. Allora il campionato italiano era uno dei più forti a livello mondiale, forse il più forte considerato che militavano sei-sette palloni d’oro e c’erano diverse squadre a lottare per lo scudetto. Ciò nonostante facemmo una stagione strepitosa che ci portò a sfiorare la qualificazione in Europa”.

Mercoledì ci sarà Atalanta-Verona. Quale sarà la chiave del match?

“Ad esser sincero non vedo come il Verona possa far punti. Ho visto il primo tempo contro il Chievo e  non ha fatto male, ma alla squadra di Pecchia manca qualcosa. Mi dispiace perché la tifoseria non meriterebbe la retrocessione in B, ma la rosa non mi sembra all’altezza di questa serie A. Finora ha vinto solo con il Benevento, altra indiziata a retrocedere. L’Atalanta ha un’altra qualità rispetto al Verona, ma soprattutto ha un’altra mentalità. Ora ragiona come una grande, sbaglia poche partite. Ragiona gara per gara pensando sempre a vincere”.

Lei ora allena nei dilettanti. Scelta o mancata opportunità dai professionisti?

“Per ora non c’è stato nulla di concreto. Mi è capitata la proposta di guidare formazioni dilettantistiche e ho accettato. Se un domani dovesse capitarmi la possibilità di entrare in una società professionistica lo farò pensando a queste esperienze in categorie più basse che sono state utili e mi hanno arricchito. Intanto alleno la Vertovese e gestisco il mio bar a Leffe. Va bene così”.

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