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Atalanta, senti il Gasp: “Sbloccarci in trasferta per confermarci”

“Uno non c’è di sicuro, due vanno valutati oggi”. Alla vigilia di Udine, Gian Piero Gasperini fa la conta all’infermeria. E avverte: “Sei partite su dieci finora le abbiamo giocate a favore di campo, serve un’inversione di rotta anche lontano da Bergamo”.

Un’Atalanta con qualche dubbio in quota acciaccati.
“Cornelius è fermo, è bloccato. Ha preso una forte contusione alla schiena, ieri nel calciare ha fatto un movimento e non è più riuscito ad allenarsi. Su Gomez e Hateboer decido dopo averli verificati nella rifinitura, ieri erano a parte”.

Piede destro e tacchettata al ginocchio. Gli imprevisti di quando si gioca tanto.
“Andiamo avanti come abbiamo fatto in questi periodi dal calendario intenso, preservando se possibile alcuni giocatori. Abbiamo avuto buone risposte in termini di recupero e infortuni, finora: sette partite in ventun giorni sono tante, però la rosa è ampia e ci consente di variare”.

Qualche avvicendamento anche in mezzo?
“Le maratone tra serie A, coppe e nazionali non hanno lo stesso effetto su tutti. Freuler, per dire, era più in difficoltà prima della sosta. Giocando per lui la condizione migliora, magari per qualcun altro è diverso. Si tratta di un elemento prepotentemente emerso nel girone di ritorno della scorsa stagione, sta facendo molto bene anche nella nazionale svizzera: un centrocampista dal grande rendimento. La penso così, poi magari gli faccio fare solo un quarto d’ora (ride, ndr)”.

Gomez come sta? Si può fare a meno di lui?
“Per il Papu c’è l’imprevisto del pestone preso a Genova che si sta trascinando da quattro partite. Il bello è che era pure subentrato, non era lui il titolare quel giorno. La sua presenza in campo e fuori resta determinante, anche se le alternative non mancano. S’è ritagliato un ruolo tutto suo, partendo defilato, su cui abbiamo costruito le nostre fortune. E lui è giunto all’apice della carriera, non si era mai espresso su questi livelli prima”.

Però c’è anche un Ilicic in gran spolvero. Se il numero 10 è il leader, il 72 è il degno vice?
“Josip è uno che ha colpi notevoli, ma all’età a cui è arrivato può essere un giocatore di fondamentale importanza per la squadra anche se con caratteristiche diverse da quelle del Papu. Il suo apporto lo stiamo apprezzando sempre di più man mano che il tempo scorre. Segna e fa segnare”.

Ci sarebbe anche l’avversario da battere, rebus sulla formazione a parte.
“Udine è un campo tutt’altro che semplice, c’è un’ottima squadra con giocatori bravi e forti anche sotto l’aspetto fisico. Ma l’affrontiamo reduci da una buona settimana che vogliamo continuare: se facciamo risultato, ci manteniamo in una posizione di classifica buona. Finora ne abbiamo giocate a Bergamo 4 su 10. Il fattore campo l’abbiamo sfruttato, ora bisogna cominciare a vincere fuori. La differenza di rendimento tra il proprio stadio e quello altrui è una costante per tutti, l’anno scorso vincere nove volte in trasferta ha rappresentato un’eccezione”.

Non che le Zebrette siano in gran forma.
“Le gare prendono mille pieghe molto strane, l’Udinese ha perso con la Juve dopo un ottimo inizio e poi è andata a vincere col Sassuolo. L’avversario di turno è temibile. Per noi rappresenta l’opportunità di proseguire un momento positivo. Noi siamo abituati a fissare gli obiettivi di volta in volta. Udinese, poi Europa, poi Spal: in campionato si possono porre buone basi, in EL possiamo chiudere la qualificazione. Raggiungerla in anticipo ci consentirebbe di gestire meglio il fronte interno, Coppa Italia compresa. Dopo la prossima pausa per le nazionali, fino all’Epifania si giocheranno tre partite a settimana dopo la prossima sosta per le nazionali”.

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