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La penna in trasferta – Manfredini (Carlino): “Paloschi e Gomis, che sorprese”

Un imperativo categorico all’insegna dell’entusiasmo: esserci per giocarsela e rimanerci il più a lungo possibile. E magari provare lo sgambetto a un’Atalanta stanca per il tour de force su due fronti. La Spal che ha riabbracciato la massima serie dopo quarantanove anni ha voglia di stupire. Con un paio di valori aggiunti, tra la saracinesca alla propria porta e l’attentato vivente a quella altrui: “Gomis e Paloschi sono due belle sorprese – commenta Stefano Manfredini, firma de “Il Resto del Carlino” -. Il primo non aveva mai giocato in A e sta parando le mosche. L’altro era noto come prima punta ma sta lavorando moltissimo al servizio della squadra”.

In città si respira aria di festa.
“La piazza ovviamente è pazza di gioia: più di ottomila abbonati, biglietti per le gare casalinghe pressoché introvabili, la media di mille tifosi al seguito con punte di cinquemila a Bologna e tremilacinquecento a San Siro con l’Inter. I tre punti centrati col Genoa, grazie all’assist di Paloschi ad Antenucci a dimostrazione del mio assunto, hanno ridato ossigeno a una classifica che languiva dopo il punto nelle otto partite precedenti. Conquistato nello scontro diretto col Crotone che aveva consentito di sbloccarsi in zona gol proprio all’ex atalantino. I quattro punti nelle prime due giornate, grazie al pari in casa della Lazio e alla vittoria sull’Udinese al novantaquattresimo firmata da Rizzo, avevano illuso tutti. Ora come ora si sarebbe salvi. Ma ovviamente c’è da percorrere una strada molto lunga. La Spal non è una realtà consolidata come il Chievo o il Sassuolo, che hanno risorse e strategie affinate per affrontare cicli interi”.

Quali sono i segreti del successo di questo modello societario da provincia estrema?
“La famiglia Colombarini, rilevando un club che languiva in serie D nell’estate del 2013 e fondendolo con la Giacomense di sua proprietà, portata dalla terza categoria alla Seconda Divisione, ha garantito la necessaria solidità finanziaria. Francesco e Simone sono ferraresi, una potenza industriale con rapporti internazionali. Il presidente Mattioli è un operativo. Da Masi San Giacomo alla serie A è decisamente un bel salto. Le due promozioni di fila dalla Lega Pro unica con altrettanti primi posti sono qualcosa di incredibile, merito soprattutto del progetto tecnico di Leonardo Semplici”.

In avanti, l’anomalia della virtuale assenza di seconde punte…
“La prima opzione del calciomercato era Paloschi, in prestito da Bergamo: col budget a disposizione era inevitabile utilizzare questa formula per costruire un organico adatto alla massima serie. Poi c’è stata l’opportunità di prendere Borriello e la Spal non poteva certo farsela sfuggire, è davvero tanta roba per una neopromossa che ha rivisto la luce dopo decenni travagliati. Sulla carta il napoletano è la punta di diamante, ma la coppia del bergamasco con Antenucci si sta profilando come quella ideale: è vero che anche il bomber della passata stagione cadetta punta la porta, ma si muovono entrambi moltissimo servendosi vicendevolmente palloni su palloni. C’è anche Floccari, altro volto conosciuto a Bergamo, ma è stirato da tempo: il 27 agosto con l’Udinese s’è fatto male e probabilmente lo rivedremo dopo la sosta”.

Il cuore pulsante della squadra è a metà del guado.
“Il play è Viviani, che avrebbe fatto comodo al Verona. La squalifica di Schiattarella riporterà in formazione un elemento da battaglia come il capitano Mora. Come interni e mezze ali c’è gente da gavetta come Eros Schiavon, altro esempio di dinamismo e attaccamento ai colori, tornato dove aveva cominciato dopo un lungo giro tra C e B, Cittadella e Avellino su tutti, Alberto Grassi che però per problemi muscolari non s’è praticamente visto e il già citato Luca Rizzo, spiccatamente offensivo e quindi con limiti in fase di non possesso. Uno prestato dal Bologna come Oikonomou, che in teoria potrebbe insidiare la maglia di Salamon nel terzetto difensivo con il perno Vicari e Felipe. Il polacco è un jolly adattato a difensore, ultimamente è incappato in un po’ di errori”.

Altri possibili spauracchi per i nerazzurri?
“Sulla fascia destra Manuel Lazzari ha già mercato, tanto che l’Atalanta gli ha già messo gli occhi addosso. Qui è considerato una bandiera, fa parte del gruppo storico della risalita dalla Seconda Divisione. A sinistra invece il dualismo è tra Costa e Mattiello che dopo gli incidenti degli anni scorsi vuole dimostrare alla Juve di essere da Juve. Forse gli è rimasto del timore inconscio per i contrasti, ma fa le due fasi con volontà. E non lascerei certo per ultimo Alfed Gomis: Meret ha problemi di pubalgia e lui, arrivato a rinforzo dopo anni cadetti, si sta segnalando come uno dei leader. Ha parato il rigore a Berardi in un match perso di misura, domenica scorsa ha detto di no al colpo di testa di Lapadula e alla ribattuta di Rigoni: due balzi pazzeschi in un secondo e risultato salvato al quarto minuto”.

 

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