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Primavera da occhiale col Genoa, ma il primato è intatto

Atalanta – Genoa 0-0
ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Carminati (12’ st Zortea), Alari, Salvi, Migliorelli (20’ st Girgi); Melegoni, Bolis (36’ st Kulusevski), Colpani; Elia, Barrow, Mallamo. A disp.: Vidovsek, Guth, Pagliari, Heidenreich, Rizzo Pinna, Rinaldi, Nivokazi, Peli. All.: Massimo Brambilla.
GENOA (3-5-1-1): Rollandi; Seno, Altare, Oprut; Tazzer (28’ st Piccardo), Karic, Sibilia, Bruzzo (32’ st Silvestri), Micovschi; Zanimacchia (45’ st Pedersen); Salcedo. A disp.: Bulgarelli, Palmese, Zanoli, Ruben Costa, Zola, Gibilterra, De Paoli, Romairone. All.: Carlo Sabatini.
Arbitro: Prontera di Bologna (Angotti di Bologna, Baldelli di Reggio Emilia).
Note: pomeriggio coperto, spettatori 500. Ammoniti Melegoni, Seno e Sibilia per gioco scorretto. Corner 6-2, recupero 0’ e 4’ .

Un pari che lascia l’amaro in bocca, perché vista la sconfitta del Sassuolo col Napoli s’era aperta la possibilità di una minifuga, ma la Primavera dell’Atalanta (foto di Alberto Mariani) può essere lo stesso soddisfatta dell’occhiale casalingo con il Genoa che la lascia in vetta alla classifica a quota 17. Anche se la cronaca assomiglia a un rimpianto per le occasioni perdute e il Milan, al quinto bottino pieno (2-0 alla Lazio al “Fersini”), è a un solo punto in attesa di Inter-Verona in edizione domenicale.

Di palle gol vere e proprie, nel primo tempo, se ne contano sulle falangi di un solo dito, perché oltre all’acuto da posizione defilata di Barrow al settimo e alla svettata imperfetta di Zanimacchia al quarto d’ora si registrano la telefonata di Salcedo al ventesimo e l’incornata molle di Tazzer sul cross di Micovschi dall’out mancino al 35’, ma a metà del guado (31’) piove dal nulla il caso da moviola del sabato: angolo di Bolis dalla destra, dalla mischia sbuca la fronte di Elia e Rollandi intercetta a braccio disteso quando la sfera forse è già entrata di un amen. A sette dalla pausa Carminati libera il sinistro dal limite dell’idolo di casa Melegoni, che abita a un tiro di schioppo dal centro sportivo di Azzano San Paolo, ma la conclusione è strozzata e priva di effetto.

In avvio di ripresa il confronto s’accende tra i batti e ribatti, ma anche quando c’è la mira mancano angolazione e potenza. Gli ospiti, tutti ripartenze, cross e tagli, non stanno certo a guardare, mentre la Baby Dea ha il difetto di girare troppo al largo del bersaglio grosso. Al 2’ Tazzer innesca il diagonale di Salcedo, al 6’ Sibilia chiama lo schema su punizione allo stesso pendolino che sgancia il rasoterra: no problem per l’estremo dei bergamaschi. La replica arriva in triplice copia a stretto giro di posta, con Elia (8’) ad alzare il suggerimento di Mallamo, Bolis a costringere almeno al tuffo il portiere ligure dal limite e lo stesso assistman a girare di poco oltre il montante il cross della new entry Zortea. Al 22’ Musa il gambiano ha una chance in più per tramutare in oro il filtrante di Bolis, peccato che il suo piattone non inquadri lo specchio. Brambilla ovvia al crack di Migliorelli concedendo l’esordio al genovesissimo Alessio Girgi, di ritorno proprio dal prestito al Grifone.

Al 27’ è ancora Elia a sprecare alle stelle l’asse Barrow-Mallamo, brividi freddi a sei giri di lancetta quando Salcedo apre per il taglio di Silvestri che da un passo di mancino non riesce a tenere la palla bassa. A ruota Melegoni ci riprova col piede sbagliato sul doppio tentativo Bolis-Barrow. A otto dal novantesimo ritocca al centravanti che da fermo esplode da fuori per i riflessi di Rollandi, ma in zona gol non è giornata nemmeno per lui: nel recupero ci ritenta a giro facendo barba e capelli alla traversa. Dopo la sosta per le Nazionali si riprenderà sabato 18 alle 15, sempre tra le mura amiche, contro la Lazio.

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