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Nerazzurri in prestito, parte 1a – Sorridono Kessie e Paloschi

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Ride a piena bocca solo Franck Kessie, vittorioso col suo Milan al Mapei Stadium contro il Sassuolo (39′ Romagnoli, 67′ Suso), ma non se la cava male nemmeno Alberto Paloschi. Per gli altri nerazzurri in prestito della serie A, al contrario, è un pianto greco. L’ivoriano della mediana rossonera al cospetto dei neroverdi è sempre stato sul pezzo. Segnalandosi, oltre che per tamponamenti e inserimenti, per il traversone a favore della testa di Kalinic (39′, Consigli super) nell’azione propedeutica al corner del vantaggio sempre in gioco aereo del difensore ex romanista e per tre conclusioni personali (47′, assist di Suso; 59′ e 62′) parategli dal portiere che a Bergamo ha lasciato il vivido ricordo della sua bravura. Dal canto suo l’attaccante della Spal gioca 96 minuti, alza subito un cabezazo sull’ammollo dell’ottimo play Viviani, serve una palla di platino su cui Mattiello chiama Berisha al miracolo e strappa un punto all’Atalanta sotto l’acquazzone nel match di una vendetta consumata a metà dopo le scene mute sotto porta nella scorsa stagione.

Resa incondizionata a dispetto di un primo tempo equilibrato per la Fiorentina di Marco Sportiello, che deve inchinarsi alla deflagrante potenza offensiva della lanciatissima Roma by Di Francesco raccogliendo ben quattro palloni in fondo al sacco. Al rientro dal tunnel il botta e risposta tra Gerson (5′ e 30′) e i viola (9′ Veretout, 39′ Simeone) cede il posto a un quasi monologo giallorosso con Manolas (50′) e Perotti (87′) a fissare lo score. L’estremo baluardo svezzato nel vivaio di Zingonia, in attesa del riscatto nel prossimo giugno, è stato protagonista di una prestazione in chiaroscuro: forse poteva fare di più sul 2-1 ospite a fil di palo anziché restare immobile e sul sinistro potente dell’argentino altrui (altro gol preso sul suo palo), mentre è stato incolpevole sul primo diagonale e sulla carambola con Dzeko nonché attentissimo sul bosniaco quando il punteggio era sull’1-1 e su Defrel nel finale.

Non dura nemmeno un’oretta il sogno del Bevenento ancora a zero di sbancare lo Juventus Stadium, perché alla punizione di Ciciretti (19′) rispondono Higuain (57′) su un cross di De Sciglio con sponda di Matuidi e Cuadrado (65′) di testa su traversone di Alex Sandro: Berat Djmisiti (autorete sfiorata nel ballo col liscio insieme ad Antei al 22′) è impossibilitato a chiudere in entrambe le circostanze, Marco D’Alessandro deve accontentarsi del ritorno in panchina dopo gli infortuni muscolari che l’avevano tenuto fuori dalla lista dei convocati per quattro giornate. Le ricette di Roberto De Zerbi, in sella da due turni dopo il siluramento di Marco Baroni, non stanno riuscendo nell’intento di cucinare al popolo della neopromossa qualcosa di appetibile, anche se si stanno apprezzando timidi passettini in avanti.

Tra gli atalantini oltre confine solo uno s’è allacciato le scarpe nel weekend pallonaro. È l’ecuadoriano Bryan Cabezas, sostituto dell’ex palermitano Oscar Hiljemark al 28′ della ripresa nel ko di misura (Munafò all’84’) del Panathinaikos sabato in Super League a Tripoli (nel Peloponneso) con l’Asteras. Terza partita di fila out per il difensore ungherese Akos Kecskés, che assiste alla seconda vittoria nelle ultime tre giornate nell’Ekstraklasa polacca del Nieciecza (2-1 casalingo al Piast Gliwice, Piatek su rigore al 83′, Papadopulos – penalty sbagliato al 68′ – al 93′, Spiaczka al 94′), quartultimo e in risalita costante dopo una serie positiva giunta al poker. Si ferma alla tribuna anche Constantin Nica nel 3-0 della Dinamo Bucarest (23′ Bokila, 27′ rig. Anton, 75′ aut. Bic) sul campo del Gas Metan Medias: nel tabellino dell’esterno basso rumeno, dunque, nero su bianco limitato al secondo tempo nel crollo interno (0-4) del sabato precedente col Viitorul.

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