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Remo di riserva cercasi con l’Inter

Quando all’appello manca il più preciso e regolare di tutti, come gli orologi anche non di marca prodotti nel Paese natìo, per il resto della ciurma tenere tempi e ritmi è un problema di quelli seri. Perché senza chi tiene la barra diritta azzeccando quasi nove rotte su dieci il rischio di cozzare contro gli scogli è più di un’ipotesi peregrina. Figurarsi se la battaglia navale si gioca a pelo d’erba coi reparti di mezzo e la loro composizione a decidere il grosso della contesa. E se l’Inter ha l’imbarazzo della scelta tra Vecino, l’ex Gagliardini, Borja Valero, Joao Mario e Brozovic, questi ultimi tre abbastanza duttili da scambiarsi i ruoli in mediana e tra le linee, per l’Atalanta la squalifica dello svizzero Freuler, neo mundialista dopo i playoff fatali all’Italia, suscita molti interrogativi sulla formula per rimpiazzarlo neutralizzando i nerazzurri più altolocati.

Sono le statistiche a dirlo: sarà oltremodo difficile navigare nella direzione giusta senza il Remo principale di una galea da guerra che fa del giropalla e delle trame il più spedite possibile verso i piedi buoni davanti la propria ragion d’essere. Il connazionale Nicolas Haas è troppo acerbo e il minutaggio da esordiente riservista contro la Spal, fatale al venticinquenne di Ennenda per quel contrasto in ritardo su Viviani giudicato da rosso, insufficiente a garantirgli un sovrapprezzo di fiducia. Il Gasp lo vede più come soldatino da scaraventare tra le linee, ma del resto nemmeno Kurtic (idem), Cristante e de Roon si avvicinano alle soglie della perfezione incarnata dall’illustre assente, 89 per cento di positività dei passaggi azzeccandone 571 in 11 presenze, con una media di 17 metri a infornata utile per i compagni e anche 14 chances create, comprensive di 2 assist e 14 smarcanti non sfruttati dal compagno di turno. 80%, 15, e 4 (0 assist) per lo sloveno multifunzione; 81%, 18 e 6 (0) per il riscattando del Benfica; 84%, 18 e 3 (0) per il tulipano frangiflutti.

Ma i colleghi di reparto, in termini assoluti, nella specialità vedono col binocolo il metronomo su due gambe che scandisce i tic-tac di squadra come un cucù: 164, 303 e 357 il dato dei servizi completi a favore di tesserato con la stessa maglia. Sul fronte nemico, invece, il vero mostro di bravura è l’onnipresente Borja, 92 per cento di riuscita con 621 passaggi puliti (14 metri ciascuno) tra cui 12 occasioni a cui ha dato il la raccogliendo però la nota stonata di quelli teoricamente deputati a schiaffarla nel sacco. Il centrocampo della Beneamata è comunque composto da percentualisti ferrei, anche se le nude cifre rivelano come lo spagnolo fagociti spesso nel piatto degli altri. Nondimeno, sui 156 passaggi riusciti (nove su dieci), il portoghese è riuscito a pasteggiare benone: 3 assist e 9 passaggi chiave non sfociati nel gol per qualcuno dei suoi. L’unico a sorpassare il lider maximo è l’uruguagio Vecino, meno performante (89 per cento, tanta roba lo stesso) ma con 4 traccianti perfetti più del pelato, costruendo una decina secca di azioni da gol di cui 1 assist. Lontanucci il croato (84%, 170 e 11) e il dalminese (86%, 385 e 7), la plusvalenza da stadio anche secondo il vicepresidente Uefa Michele Uva tanto da intitolarglielo ironicamente in sede di presentazione del finanziamento ieri al Coni.

I dati complessivi di team rimarcano senza ombra di dubbio le differenze nel rendimento tra le contendenti in questo primo scorcio di stagione, dopo 12 giornate e 3 soste per le nazionali. L’Inter ha un quoziente reti di 23 a 9 contro quello atalantino di 19 a 16, denotando una maggiore concretezza sulla base di 154 occasioni create a fronte di 123 degli ospiti di domenica sera: 15 assist e 139 passaggi chiave contro 16 e 107. Superiorità meneghina pure sulle realizzazioni sfociate da palla inattiva, il punto di forza della passata stagione dei record per la banda Gasperini: fin qui 9 a 6, frutto di 4 rigori (a 2), 3 corner (uguale), 1 punizione diretta (0) e 1 con cross (1). Il possesso premia la Dea, 55 per cento a 53, avanti anche nei contrasti di ogni genere, vinti per la metà al cospetto del 47% interista. L’accuratezza nei passaggi, vedi sopra, è però un limite. 82 per cento, meno 4 netto rispetto agli avversari della tredicesima, e tendenza a farne di più lunghi, forse per la frenesia di arrivare prima al dunque scavalcando l’ostacolo: 19 metri a 17 non è roba di poco conto. Nel Sunday Night bisognerà invece stare corti e far densità. Magari prevalendo negli uno contro uno. Qualità e numeri suggeriscono che non mancheranno. Ma senza Remo bisognerà che il sostituto abbia mano e piede veloci.

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