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L’avversario: il Benevento fanalino di coda, tra record negativi e cambi di modulo

Poche ore e l’Atalanta proverà a conquistare tre punti sul proprio campo contro il fanalino di coda Benevento.

Avversario non certo impossibile quello opposto alla Dea nel match stasera, come dimostrano gli zero punti conquistati nella tredici gare rappresentanti un terzo di campionato.
I sanniti hanno comunque dalla loro almeno la legge dei grandi numeri: mai una squadra nei principali campionati europei  aveva iniziato così negativamente un torneo. Prima o poi, quindi, dovrà arrivare il tanto agognato e sospirato primo risultato utile anche per i campani.

In questo articolo aiuteremo i tifosi atalantini a scoprire meglio gli Stregoni, così soprannominati dai propri aficionados nel corso degli anni, che stasera si opporranno ai ragazzi di Gasperini nel match dell’Atleti Azzurri d’Italia.

Il Benevento ha iniziato la propria stagione in mezzo a un clima di festa e curiosità, dovuto all’entusiasmo della prima volta. Mai, infatti, i giallorossi avevano avuto modo di vedere la Serie A in ottantotto anni di storia.

Il rendimento della squadra, però, non è stato in grado di soddisfare l’entusiasmo e la fame di grande calcio dei sostenitori, che forse un campanello d’allarme l’avevano avvertito nella sera del 12 agosto. Era il primo impegno ufficiale della stagione, identificabile nel Terzo Turno di Tim Cup. Al Vigorito i sanniti rimediarono un pesantissimo 0-4 per mano del Perugia, che pure non sta rendendo secondo le aspettative nella Serie B che l’anno scorso tante gioie regalò al Benevento stesso.

Il resto delle vicende è noto a tutti gli appassionati di calcio, con numeri impietosi che hanno anche portato la società all’esonero di Marco Baroni e all’addio con il direttore sportivo Di Somma. Il tecnico ex Novara fu esonerato dopo la nona sconfitta in campionato, portando al subentro di Roberto De Zerbi in suo luogo. Il ruolino non di marcia, però, non è cambiato.

IL SISTEMA DI GIOCO Al momento i campani non vantano un vero e proprio sistema di gioco fisso, visto che da inizio stagione sono stati cambiati diversi modi di giocare. L’idea iniziale era quella di un 4-4-2 con Ciciretti largo sulla destra per poter rientrare sul piede preferito, ma i due allenatori (De Zerbi soprattutto) hanno variato il canovaccio in diverse circostanze. Il tecnico ex Foggia ha anche provato l’esperimento della difesa a 3 con il terzino Di Chiara centrale nel corso della Caporetto andata in scena nell’1-5 contro la Lazio di un mese fa. Stasera dovrebbe essere il 4-3-3 il modo scelto dal mister per fronteggiare il 3-4-2-1 della formazione nerazzurra.

PORTIERI Tra le tante rivoluzioni andate in scena nel Sannio vi è stata anche quella della porta, con Brignoli che ha rilevato il pur bravo Belec da quando lo sloveno si era infortunato prima della trasferta di Verona.
Curiosità: Albero Brignoli è un bergamasco doc.
25enne di San Paolo d’Argon, dopo esser stato rifiutato in diverse circostanze dalle squadre professionistiche bergamasche da giovane è comunque riuscito a farsi largo nel calcio che conta. Il suo cartellino appartiene alla Juventus, che lo ha girato in prestito ai campani.
Completa l’organico il terzo portiere Piscitelli, da diversi anni a Benevento dopo essere sbocciato dal settore giovanile del Milan.

DIFENSORI La coppia centrale è formata dall’esperto Costa e dal più giovane Antei, leva 1993 ma con già alle spalle qualche annata in A con il Sassuolo. Sulle fasce al poter solitamente Di Chiara e Gaetano Letizia, che stasera sarà squalificato dopo il rosso rimediato con il Sassuolo, al suo posto giocherà Venuti.

Alternative a questi quattro italiani sono tre stranieri. Uno lo conosciamo: è l’albanese Djimsiti, in prestito proprio dall’Atalanta. Completano la batteria il diciannovenne francese Gravillon e il terzino del ’96 Bright Gyamfi, entrambi in grado di vincere uno scudetto Primavera con l’Inter negli anni scorsi

CENTROCAMPISTI In mediana il metronomo del gioco è Danilo Cataldi, promessa mai veramente sbocciata della Lazio, che ha scelto un altro prestito per il ragazzo del Quarticciolo dopo i sei mesi negativi al Genoa della passata stagione. Assieme a lui l’ottimo ghanese (sottotono quest’anno pero) Chibsah e Alessio Viola, mezzala dai piedi buoni che spesso si scambia di posizione con Cataldi stesso.

Alternative l’albanese Memushaj, uomo di esperienza ma finora abbastanza spento, e Del Pinto.

ESTERNI La squadra era tagliata per il 4-4-2 a inizio anno e questo spiega la grande abbondanza di esterni. Tutti di buon livello, iniziano con il simbolo di questo Benevento: Amato Ciciretti. Talento puro cresciuto a Trigoria, dopo anni di alti e bassi pare aver trovato la sua dimensione a Benevento. Occhio anche a tutti gli altri. Marco D’Alessandro lo conosciamo bene, ma una menzione è più che meritata per i giovani Lombardi e Parigini. Questa sera dovrebbe essere titolare il primo, che benissimo aveva fatto lo scorso anno con la Lazio nelle occasioni in cui era subentrato.

CENTRAVANTI La punta di diamante a inizio anno era vista come Pietro Iemmello, ma Re Pietro ha abbastanza deluso le attese finora. Stasera sarà infortunato, altra chance quindi per lo svedese Armenteros. Arrivato in estate in Campania dopo una favolosa stagione tra le fila degli olandesi dell’Heracles Almelo, ha messo in mostra un buon fiuto del gol e una bella predisposizione alla difesa della palla. Completa le fila Massimo Coda, che dopo le prime e infruttuose prove da titolare è visto molto meno da De Zerbi rispetto a quanto non lo fosse nella gestione-Baroni.
La sua storia è comunque di quelle da raccontare, visto che fu riportato in Italia dal Parma nel 2015 dopo una lunga gavetta tra Serie C e Slovenia.

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