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Passione stadi: l’Olimpico Grande Torino

Sorto negli anni 1930, l’impianto si trova nel quartiere Santa Rita, nella zona centro-sud della città, affacciandosi sui corsi Sebastopoli e Agnelli e su via Filadelfia. Fino al 1990, anno della loro migrazione al Delle Alpi, fu la sede degli incontri interni di Juventus e Torino. Ristrutturato in occasione dei Giochi olimpici invernali del 2006, al termine della manifestazione lo stadio tornò a essere utilizzato come impianto di calcio, e riprese a ospitare le gare interne del Torino e (in via transitoria) della Juventus, che lo ha poi abbandonato nel 2011 in favore dello Stadium.

Già stadio Municipale Benito Mussolini (o semplicemente stadio Mussolini) dal 1933 alla seconda guerra mondiale, stadio Comunale dal secondo dopoguerra al 2006 (stadio Comunale Vittorio Pozzo dal 1986 in avanti), e stadio Olimpico a cavallo degli anni 2000 e 2010, dal 2016 ha assunto l’odierna denominazione in memoria della formazione del Grande Torino.

Nel progetto originario, l’impianto aveva una capienza di 65 000 posti. La prima partita disputata al suo interno è stata tra la Juventus e gli ungheresi dell’Ujpest (6-2), ritorno dei quarti di finale di Coppa dell’Europa Centrale, il 29 giugno 1933. Dalla successiva stagione 1934-1935, iniziò a ospitare le partite del campionato italiano: per i primi anni soltanto quelle della Juventus, in quanto il Torino giocava all’epoca al Filadelfia, di sua proprietà.

Con la fine della seconda guerra mondiale, l’impianto perse la denominazione al duce e venne di conseguenza rinominato a un più neutro Comunale. La Juventus continuò a essere l’unica titolare del campo fino all’inizio della stagione 1963-1964, quando il Torino abbandonò definitivamente il Filadelfia e si trasferì anch’esso qui.

Nel 1986 venne dato il via libera alle costruzione di quello che sarebbe poi diventato il Delle Alpi. Il Comunale ospitò così le gare interne di entrambe le squadre torinesi fino alla stagione 1989-1990.

In seguito ad accordi con il Comune, che affidavano il Delle Alpi alla Juventus, lo stadio Comunale venne assegnato al Torino, in cambio dell’impegno a ristrutturarlo e a renderlo operativo in tempo per ospitare le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi olimpici invernali. La capienza complessiva è stata portata a 27 168 posti, tutti al coperto e a sedere, ridotta rispetto a quella originaria (l’impianto poteva ospitare 65 000 persone in piedi) per rispettare le moderne norme di sicurezza.

A partire dall’estate del 2011, lo stadio Olimpico ospita soltanto le partite dei granata, in quanto la Juventus si è trasferita nel suo nuovo impianto di proprietà; l’Olimpico è così diventato di utilizzo esclusivo da parte del Torino. Visto questo nuovo scenario, la società e i tifosi granata hanno iniziato a chiedere «un nome nuovo per lo stadio Olimpico, rivendicando un richiamo identitario maggiore» alla storia torinista: in quest’ottica, il 29 novembre 2012, il Comune ha ribattezzato l’ex corso Sebastopoli  in piazzale Grande Torino, dedicandolo così ai giocatori granata scomparsi nella tragedia di Superga, mentre nell’aprile 2016 la municipalità torinese ha ufficialmente rinominato l’impianto alla memoria del Grande Torino.

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