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Lapadula e il Perù, in Russia con amore?

Un amore ritrovato. Forse per reciproca convenienza, e per una motivazione non proprio nobilissima come il doping che ha liberato un posto nella rosa dei convocabili. A dispetto degli sfottò post playoff per Russia 2018 persi dall’Italia con la Svezia e vinti dal Perù contro la Nuova Zelanda, all’insegna – il 17 novembre scorso – dei “Noi ai Mondiali, tu a casa”. Gianluca Lapadula, doppio passaporto per via della mamma di quel lontano Paese andino ricco di storia, fascino e suggestioni, potrebbe ottenere un impiego nella Nazionale che ha sempre rifiutato per scegliere l’Italia.

In cui però non ha disputato gare in competizioni ufficiali, rimanendo così eleggibile, per dirla con un abusato anglicismo. La chance, all’attaccante del Genoa – prossimo avversario dell’Atalanta in campionato – in prestito dal Milan, l’ha involontariamente offerta la squalifica del capitano degli Incas, Paolo Guerrero, fermato per un anno dal tribunale di Zurigo della FIFA che l’ha punito per la positività alla Benzoilecgonina, metabolita della cocaina, dopo la partita con l’Argentina dello scorso 5 ottobre.

Nel toto nomi della Blanquirroja, tra i nostalgici che preferirebbero il 39enne Claudio Pizarro (curiosamente mezzo italiano: la madre fa Bossio di cognome), ecco spuntare quello dell’ex fenomeno da serie B nel Pescara dell’ultima promozione in A. In Azzurro ha giocato solo l’amichevole della sperimentale di Ventura contro San Marino il 31 maggio scorso, al “Castellani” di Empoli, segnandone tre degli otto totali alla squadra della Repubblica del Titano.

Partita non ufficiale, in pratica un allenamento. In precedenza, ricusata a maggio dell’anno scorso la proposta della rappresentativa d’oltreoceano per la Copa America, la convocazione nel novembre 2016 per la sfida contro il Liechtenstein (nemmeno in panchina) e per il friendly match con la Germania (da riserva mai alzatasi dal sedile). Il ct brasiliano Gareca, notoriamente, è uno da “Non chiudo le porte a nessuno”. E il torinese di padre fasanese e genitrice peruviana incrocia le dita.

 

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