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Nerazzurri in prestito, 1a parte – La rimonta della Spal di Paloschi

Un pari della speranziella, uno di prestigio a reti inviolate per dire di no alle ambizioni dell’inseguitrice dell’Inter di sorpassarla in vetta e un bottino pieno per rilanciare le ambizioni in quota Europa League alla seconda prova del nove dopo il cambio della guardia. È stata una domenica tutto sommato positiva quella degli atalantini in prestito nel massimo campionato nazionale. Al netto, ovviamente, del rituale knock-out del Benevento, tornato a perdere a Udine dopo il 2-2 col Milan della settimana prima: Barak (da Jankto) al 4′ e Lasagna (da Barak) al 41′ raffreddano gli entusiasmi della Strega, con Berat Djimsiti incapace di metterci un pezza e anticipato d’un soffio dal futuro autore del bis sull’angolo al 12′ di Marco D’Alessandro, pendolino a destra (ruolo mai digerito con Gasperini nella scorsa stagione) nel 3-4-2-1 di De Zerbi e vano martello sulla corsia, vedi assist al 22′ sprecato dall’ingrato Parigini e lo scarico per Memushaj al 63′ dallo stesso esito. Il numero 7 a tredici dal novantesimo riceve la palla buona da Puscas sugli sviluppi di un corner calciandola a sua volta fuori dallo specchio.

Chi ha davvero ragione di esultare è il Milan finalmente vincente di Ringhio Gattuso, anche se Franck Kessie per l’ennesima volta fa trenta senza arrivare al trentuno. Nel 2-1 al Bologna buono per il settimo posto (24 punti) scavalcando anche la Fiorentina, 0-0 a Napoli anche grazie a Marco Sportiello che devia sul legno esterno il mancino a botta sicura di Zielinski al 55′ (palla di Mertens) per poi neutralizzare senza fatica anche le chances del belga (71′, da Allan) e di Hamsik (72′) dal limite, l’ivoriano corre a perdifiato per metà gara ma al dunque non punge: al 29′ si fa cinquanta metri calciando debolmente sul primo palo, al 37′ la mette in diagonale per il risolutore-doppiettista Jack Bonaventura (già una rete e l’assist a Kalinic nel Sannio) con Torosidis a scombinargli i piani e al 43′ alza la mira di sinistro spalle alla porta dopo aver ricevuto da Kalinic. Lui sarà di Percassi fino al giugno 2019, con obbligo di riscatto, mentre il numero 5 che non lo è più da un poker di rotazioni terrestri apre le danze di destro, a rimorchio sull’asse Abate-Kalinic (11′), e le chiude al 76′ grazie a un taglio di testa sul pallone dalla trequarti destra di Borini. Di Verdi, servito dallo slalomeggiante Destro, il temporaneo 1-1 al 23′.

Se il 2-2 al “Mazza” col Verona penultimo non consente alla Spal di disincagliarsi dalle secche, col gol che ha riaperto una gara apparentemente compromessa Alberto Paloschi firma il quarto sigillo stagionale dopo aver timbrato con Crotone, Juventus e Fiorentina per tre pareggi complessivi. Cerci (55′, dal dischetto per il fallo di Viviani) e Caceres (65′, assist di Verde dalla mancina) sembrano aver scritto i titoli di coda, ma il bomber di Cividate – dopo l’insaccata annullata a Floccari, rimpiazzo di Borriello dal 65′, per la sua carica sul portiere Nicolas – resiste alla marcatura di Caracciolo sul lancio di Vicari (86′) prima del patatrac dello stesso difensore su Floccari che consente ad Antenucci di impattare dagli 11 metri (88′). Da notare che tra chi ha segnato o procurato penalty ben in tre c’entrano o c’entravano qualcosa col nerazzurro che impazza sotto le Mura Venete. Per soprammercato, l’ex canterano Grassi – che è del Napoli – ha preso un palo per tempo.

Dulcis in fundo, la solita minifuga all’estero per vedere come se la sta cavando il terno secco di eroi della pedata che non ha trovato lo stallo di sosta entro i confini nostrani. Bryan Cabezas ancora titolare, alto a destra nel 4-2-3-1 del Panathinaikos seppellito a Salonicco dal PAOK terzo e ora in undicesima posizione (8′ e 51′ Pelkas, 67′ Koulouris su rigore assegnato per “mani” di Insua – espulso per secondo giallo – sul tiro da fuori di Mauricio, 77′ Prijovic). Fuori uno. Per un ecuadoriano (nona presenza e zero al quoto in Super League) che non incide e perde, c’è un rumeno che manco finisce nella lista da consegnare al direttore di gara, perché nel 2-0 casalingo del lunedì in Liga 1 (7′ Antoni, 16′ Katsikas) della Dinamo Bucarest marca visita Constantin Nica, tornato un mistero ambulante subito dopo il ruolo di journeyman del 25 novembre scorso con lo Iasi. Non che la settima piazza in campionato, che varrebbe il relegation round, sia proprio lo specchio di una squadra in salute. Figurarsi i polacchi del Termalica Nieciecza di un Akos Kecskés nemmeno in panchina, crollato sabato dopo aver retto la prima frazione sul campo del Legia Varsavia secondo (Guilherme al 53′ su rigore, 57′ Pasquato, 65′ Hämäläinen), penultimo a 18 punti in Ekstraklasa e atteso stasera tra le mura amiche dello stadio Bruk-Bet (5200 posti a sedere o 4653 a seconda delle fonti) dallo Slask Breslavia.

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