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Nerazzurri in prestito, 2a parte – Rosso per due, risale il Cesena di Fazzi

Un nerazzurro per parte più un ex in panchina, che alla fine ce la rimette pure. E adesso arriva la vecchia conoscenza Stefano Colantuono, chiamale pure sliding doors. Alberto Bollini, vice di Edy Reja nella sua avventura a Bergamo, ha perso il posto di allenatore della Salernitana (traghettata per un amen in allenamento da Alberto Mariani, il mister della Primavera), che nel derby dei prestiti nerazzurri col Perugia – il portiere Boris Radunovic di qua, il centrale difensivo Alberto Dossena di là – non va oltre il quarto punticino nelle ultime 6 partite, con la vittoria (4 in totale) a restare un miraggio da quel 28 ottobre (2-1 all’Empoli all'”Arechi”). Al secondo di recupero Buonaiuto insacca di testa il pari ospite su traversone di Cerri, rispondendo al vantaggio alla mezzora di ripresa di Bocalon in spaccata sull’invito dalla mancina di Sprocati, ma il numero uno dell’Under 21 serba (Patrick Asmah nemmeno in panchina, stavolta) non c’era già più, sostituito da Adamonis dopo 23 giri di lancetta per i postumi di uno scontro con Di Carmine. Negli umbri non vedono il rettangolo erbaceo Alessandro Santopadre (Rosati, ko nel warm up, è sostituito da Nocchi tra i pali) e il jolly di centrocampo Simone Emmanuello.

Se le due squadre predette restano a quota 23, sotto di 2 nell’aurea mediocritas se ne assesta un poker con almeno un bergamasco onorario in parcheggio. Pronti, via. La Virtus Entella di Giuseppe De Luca, poco incisivo ma molto rognoso (giallo al 66′ per un battibecco con il baluardo altrui Lanni: è in diffida), impatta ad Ascoli grazie a una punizione nel sette di Aramu al novantesimo dopo essere andata sotto al 3′ con borseggio di Clemenza a Troiano. 2-2, invece, dell’Avellino a Cittadella, ma al “Tombolato” è successo davvero di tutto: Emanuele Suagher si fa cacciare all’ottavo del secondo tempo per un fallo di reazione su Chiaretti, autore del rompighiaccio di casa (7′) in tap-in sull’asse Litteri-Kouame con l’altro mastino Anton Kresic a fare la bella statuina; Salvatore Molina da interno cede nuovamente la fascia (destra) a Laverone, che nel modulo rivisitato da Novellino ci sta benone e infatti cala la doppietta, al 38′ in mischia da palla inattiva e al 93′ da fuori su sponda di Castaldo, dopo i due rigori per i granata, quello del secondo vantaggio di Iori (77′) per fallo di Radu su Kouame e quello parato dallo stesso guantipede a Litteri per il contatto con Di Tacchio di quest’ultimo appena prima del nuovo pari.

La coppia rimanente che condivide la classifica con liguri e irpini s’era formata nell’anticipo di venerdì al “Manuzzi” tra Cesena e Pescara stravinto dai romagnoli (4-2). Almeno nel punteggio, che fino al giro di lancetta numero ottantasette era sul nullo: poi Laribi serve lo smarcatissimo Moncini e al 95′ l’ex atalantino Koné lascia a Donkor in contropiede l’incombenza di calare il poker. Non un’Immacolata indimenticabile per gli Zingonia-boys: di qua, con Fabio Eguelfi sempre out per il tendine d’Achille operato, Nicolò Fazzi – ammonito al 94′ per tackle ritardato su Brugman – rimpiazza all’ora di gioco l’esterno alto a destra Vita a tiro dell’1-0 nemico con Benali (62′, cross di Zampano dalla destra e papera di Fulignati); nell’acquario del Delfino affonda Luca Valzania, vicinissimo al gol sullo 0-0 al rientro dal tunnel ed espulso prima dell’extra time per una falciata su Sbrissa, mentre Emmanuel Latte non figura nella lista dei convocati e Christian Capone resta a guardare accanto a uno Zeman sempre più incupito. Di Jallow (dormita di Zampano) al 72′, Pettinari al 76′ su imbeccata di Brugman e a metà tra Moncini e l’autorete del medesimo regista pescarese (su sfondamento di Scognamiglio) all’82’ le altre marcature di una mezzasera pazzesca.

Sempre l’8 dicembre, ma in prima serata, la seconda straZingonia della diciottesima giornata al “Picco” viene risolta per lo Spezia dalla zuccata di Gilardino al 31′ su traversone di Lopez contro il Foggia di Davide Agazzi, che si becca il cartellino allo start della seconda metà per un affondo sulle caviglie del trequartista locale Mastinu. Matteo Pessina nel rombo di Fabio Gallo giostra benino da mezzosinistro, mentre Guido Marilungo fa coppia con il mundialista del 2006 in Germania prima di uscire al 64′ per Forte. Se i bianconeri rimangono nel mucchio selvaggio a 23, 4 lunghezze più sopra c’è l’ottima Cremonese da settimo posto di Alberto Almici (gran terzino da anticipi e folate) e Michele Canini (stopper puntuale vecchio stampo), il cui bottino pieno (Scappini di testa al 42′ su ammollo di Croce) nel lunch match dell’antivigilia del festivo sfuma al 94′ per la sfortunata deviazione di Claiton nella propria porta sulla palla bassa di Chajia. Nel girone infernale delle penultime (18) insieme ai Satanelli e alla Ternana c’è anche la Pro Vercelli del panchinaro fisso Mario Pugliese, 1-1 sabato a Venezia (Firenze agguanta lo score al 45′ rispondendo alla zuccata di Cernuto al 9′), mentre in vetta sale in solitario (32) il Palermo di un Gaetano Monachello sempre indisponibile (guai pregressi alla coscia sinistra) che regola 3-0 il Bari nello scontro diretto a merenda della domenica pomeriggio al “San Nicola” (62′ Rispoli, 69′ Trajkovski, 75′ Coronado).

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