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La moviola nerazzurra – Il Var “salva” Petagna, ma Zukanovic…

“Fallo presunto o evidente?”. La domanda del post su twitter del profilo ufficiale del Genoa diventa retorica, visto il segno lasciato appena sopra la caviglia di Ervin Zukanovic dalla scarpa di Andrea Petagna. O almeno così sembra subodorare il Grifone, confortato dalle lamentele a bocce ferme del difensore che nella scorsa stagione vestiva la casacca opposta: “Mi è salito sulla gamba rompendomi pure il calzettone”.

È praticamente l’unico caso da moviola del confronto del martedì. Minuto 45, secondo più, secondo meno: Gomez, invertito di corsia con Ilicic, dalla destra innesca la corsa di Petagna verso il vertice di competenza che si concluderà con l’appoggio per il taglio con controllo e tiro proprio dello sloveno per l’1-1, ma nonostante la rapidità dell’azione nei replay si nota come il difensore bosniaco venga incrociato dal centravanti triestino ruzzolando a terra. La visuale non è nitidissima, ma ciò che appare evidente è come il difendente dia le spalle sulla trequarti alla propria porta: il colpo ricevuto potrebbe quindi considerarsi fortuito e il silent check del Var dà ragione all’atalantino, anche se il dubbio resta.

Pochissimo altro per l’arbitro Daniele Doveri di Roma e gli addetti al video di bordocampo, Claudio Gavillucci di Latina e Livio Marinelli di Tivoli. Sostanzialmente giuste le ammonizioni, benché quella comminata a Masiello al decimo giro di lancetta pare condizionata dalla mezza sceneggiata di Rigoni che toccato abbastanza duro dal viareggino si contorce oltre misura; nulla da dire sulla sanzione che comporterà l’assenza per squalifica di de Roon domenica sera contro la Lazio, perché la trattenuta in stile quasi rugbistico – la cosiddetta “cravatta” a Pandev al 14′ della ripresa è troppo plateale per passare inosservata. È il secondo caso da Var per il numero 29 nerazzurro: contro la Juventus (1° ottobre, 7a giornata) gli fu assegnato un rigore contro, poi parato da Berisha a Dybala, per il movimento in barriera – impatto palla-spalla, in realtà – giudicato di braccio sulla punizione calciata da quest’ultimo nel finale.

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