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Lazio, Milan e Cagliari: il trittico per l’Europa League

Meno tre. Alla meta, al giro di boa, al gong del girone d’andata. No, il generale inverno con le sue temperature rigide non c’entra. Anche perché a Genova la prima vittoria corsara della serie è stata baciata in fronte da un clima che più mite di così, in pieno dicembre, proprio non si poteva. Ma sulla strada dell’Atalanta verso un posto al sole anche in campionato, in parallelo a un’Europa League che si riaffaccerà all’orizzonte il 15 e il 22 febbraio con la doppia sfida da mission (quasi) impossible contro il Borussia Dortmund, c’è un trivio che ne incrocia i destini con chi aspira all’ultima zolla utile ai preliminari di Champions League, con una concorrente diretta e infine con chi salvezza a parte non ha ambizioni degne di tal nome.

La Lazio, il Milan e il Cagliari. Il trittico di ostacoli da saltare a piè pari per non sciupare lo sblocco psicologico del tanto sospirato successo fuori le mura. Due gare su tre a favore di campo, non malaccio per chi davanti al pubblico amico ha rastrellato finora 17 dei 23 punti totali. Issandosi all’ottavo posto (ex aequo col Torino) e al terzo nella speciale graduatoria delle meno perforate in casa: Napoli e Juve sono in testa con 4 palloni raccolti nel sacco, quindi l’Inter a 5 e i Gasp-boys con 6. Il crocevia fondamentale è senza ombra di dubbio il Sunday Night con la Lazio del 17 dicembre, perché i capitolini – una partita da recuperare, a Udine, il 24 gennaio alle 19: stesso giorno dei cugini giallorossi nella tana della Samp, alle 20.45 – attualmente sono quinti a un bottino pieno di distanza dalla Roma e non possono non mettere nel radar la scalata alla qualificazione alla coppa continentale più nobile.

Non che i due sabati in chiusura del mese e della prima metà della stagione, il 23 (ore 18) e il 30 (15), siano da considerare meno che occasioni da coltello fra i denti e artigli estroflessi. I rossoneri del grande ex Jack Bonaventura, da affrontare nel tempio di San Siro, dove l’anno scorso finì con un nebuloso score a occhiali, occupano la settima piazza un punticino più sopra, l’ultima – se la Coppa Italia, in una formula sfacciatamente favorevole alle prime quattro, non riserverà sorprese – buona per accedere alla competizione europea di ripiego. Giunti a metà del guado, un occhio anche al calendario nel gruppone delle pretendenti è d’obbligo: il Diavolo troverà la Dea in mezzo alle trasferte di Verona, sponda Hellas quindi fame di risultato assicurata, e Firenze, ovvero 22 punti e corsa per l’EL da non stoppare.

In rigida alternanza tra domicilio e ospitate, il Toro deve prendere per le corna Napoli, Spal e Genoa, ovvero Champions e permanenza al piano di sopra; i viola lo stesso Grifone e i sardi, non tranquillissimi dal canto loro dovendo iniziare il countdown dal giaciglio della Lupa con 17 punti all’attivo (più 3 sul Sassuolo, più 6 sui ferraresi terzultimi); la coppia a 21, il Bologna e il Chievo, è attesa al rendez-vous al “Bentegodi” in mezzo rispettivamente a Juventus e Udine e a Crotone e Benevento (entrambe extra moenia). I blucerchiati, sesti ma in flessione decisa, a 27 sono quelli messi meglio del lotto: unico spauracchio da qui al 2017 che muore i Ciucci a Fuorigrotta, con i neroverdi e gli spallini da ricevere al “Ferraris”. Sì, a Bergamo è decisamente meglio darsi una mossa: lo sprint del grande freddo dovrà regalare il focolare delle certezze, per non ritrovarsi da gennaio in avanti con un fronte interno privo di ambizioni.

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