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La penna in trasferta – Terenzi (Cittaceleste.tv): “Lo scudetto della Lazio è il quarto posto”

“Lo scudetto della Lazio si chiama quarto posto. Ma per raggiungerlo servirebbero un vice Immobile e un vice Leiva”. L’Aquila che vorrebbe spiccare il volo in quota Champions difetta d’un paio d’ali: il cannoniere e il regista di scorta. Ne è convinto il laziologo Federico Terenzi, giornalista di Cittaceleste.it e di Cittaceleste.tv, canale biancoceleste H24 sul 669 del digitale terrestre. All’antivigilia del match con l’Atalanta, la nostra testata l’ha contattato per fare il punto sull’undici di Simone Inzaghi, costretto a fare a meno della sua punta di diamante.

È proprio una Lazio Immobile-dipendente?
“Il bomber più prolifico è Ciro, non ci sono storie. Senza di lui si fa fatica: la sua assenza per squalifica è una carta a favore dei nerazzurri. Caicedo in questo momento è quello che gli copre le spalle, ma ha dato garanzie più che altro nel girone di Europa League: potrebbero giocare insieme in un 3-5-2″.

Inzaghino però s’è stabilizzato sul 3-5-1-1.
“Uno schema cucito addosso a Felipe Anderson, che l’anno scorso era stato utilizzato anche da esterno destro e sicuramente non è visto dal tecnico come eventuale centravanti di scorta, ma il posto di trequartista adesso è di Luis Alberto. Bocciato da regista contro la Spal: il suo posto è tra le linee. La coesistenza tra i due, una possibilità in futuro, ora non sembra fattibile”.

In Coppa Italia, col Cittadella, è stata proposta qualche variante.
“Come Milinkovic-Savic dietro le punte e Murgia in mezzo accanto al regista: due soluzioni rese possibili dalla consistenza dell’avversario e dal modulo rivisitato a 3-4-1-2. Il primo è una sorta di Cristante laziale, un giocatore molto duttile dalla mediana in su che però in area ci va molto meno della scorsa stagione, proprio perché il suo compito ormai è proteggere Luis Alberto. Se si gioca a cinque, i titolari come interni sono lui e Parolo con Marusic e Lulic in corsia: non ci piove”.

Il brasiliano ex Liverpool che funge da portatore di palla è imprescindibile: giovedì sera ha mandato in porta Felipe per il raddoppio e Immobile per la doppietta del 4-1.
“Lucas Leiva è il classico ‘volante’ sudamericano, uno che detta i ritmi giocando davanti alla difesa ma è anche in grado di fare molta più diga di Biglia. Una mossa di calciomercato azzeccata. Quella che avrebbe fatto la differenza sarebbe stata il Papu Gomez: dopo l’incontro tra le parti in estate, però, ha rinnovato a Bergamo. Un giocatore incredibile, l’uomo più dell’Atalanta e l’artefice di un 2016-2017 straordinario; nessuno stupore se Percassi ha voluto tenerselo stretto”.

Domenica sera Immobile non sarà l’unico assente.
“Nani ha rivisto il campo oggi a Formello, Di Gennaro è ancora fermo ai box per un problema muscolare che non riesce a risolvere. Peccato, perché il vice Leiva più accreditato sarebbe proprio lui. Rispetto alla coppa, Bastos e Radu rientrano in difesa ai fianchi di de Vrij. I titolari sono quelli: non rivedremo certo la Lazio-2 nel quarto di Coppa Italia del 26 dicembre contro la Fiorentina”.

I casi Var contro il Torino non smettono mai di tenere banco.
“Rigore negato a parte, il giudice sportivo ha sconfessato Giacomelli, che difatti in questo fine settimana non arbitra. Nel dispositivo della sanzione sta scritto che Immobile colpisce Burdisso di striscio: una giornata di squalifica, non due come prevede la condotta violenta scritta a referto dal direttore di gara. Altrimenti Ciro avrebbe saltato due partite come Bonucci e De Rossi. Il Var serve e non ne farei a meno, ma io darei all’arbitro la possibilità di parlare e spiegarsi con gli addetti ai lavori e col pubblico, come si fa negli Usa davanti a un video”.

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