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Milan-Atalanta e quel precedente da macelleria

Correva l’anno 1972, il mese era ottobre, 15 il giorno. Una domenica come tante, nell’Italia innamorata dell’unico gioco che da che mondo è mondo sia mai riuscito ad aiutarla a non prendersi troppo sul serio. Fatto sta che il Milan, quella volta, l’impegno lo prese e lo visse così seriamente da infierire sull’avversario trasformando il tempio di San Siro in una macelleria. Per un solo pomeriggio, finito dritto filato negli annali per il record di dodici gol in una partita, finora ineguagliato.

Peccato che dall’altra parte ci fosse l’Atalanta, che un’umiliazione del genere non l’aveva e non l’avrebbe mai più subita in vita sua. Era il Diavolo del triplettista della domenica Pierino Prati, dei doppiettisti Albertino Bigon e Gianni Rivera, di Romeo Benetti e “Cavallo pazzo” Luciano Chiarugi, allenato formalmente da Cesare Maldini col “Paron” Nereo Rocco (guai a chiamarlo mister, se la prendeva a morte) nelle vesti di direttore tecnico. Di qua, Giulio Corsini, compianto come i dirimpettai suoi colleghi, un bergamasco della Malpensata che nel 1961 e nel 1964 da terzino sinistro aveva vinto rispettivamente la Coppa delle Fiere e la Coppa Italia con la Roma.

Nove a tre. Bruno Divina, Gian Piero Ghio e Alberto Carelli a salvare parzialmente l’onore dei vinti, colpevoli di aver azzardato Picella a uomo su Rivera, con l’ultimo del trio di goleador a perdersi però Benetti. Il cappotto più pesante mai caduto dalla gruccia direttamente in faccia ai nerazzurri, che pure col Diavolo statisticamente ne hanno sempre azzeccate pochine, specie lontano dalle Mura Venete: 28 ko a 9 in A (63 a 24 totali su 130 match), 2 in B (3, 1 pari), 1 in Prima Categoria (2), 4 in Coppa Italia (8, 1 pari per campo e 2 successi al “Comunale”), 124 gol presi a 55 (su 222, 122 a favore).

Quel dopopranzo che sembra così remoto fu una lezione, perché la porta era inviolata da un settebello di allacciate di scarpe comprese le amichevoli precampionato, ma soprattutto perché un fosco presagio di quanto sarebbe accaduto a fine stagione: autorete di Vianello in casa col Vicenza e via, giù a piombo in serie B all’ultima giornata. Colpa della differenza reti (meno 17, 16 fatti e 33 subìti), a parità di punti (24) con la Roma, la Samp e i Lanerossi. Rivera e soci, invece, centrarono l’accoppiata Coppa Italia-Coppa delle Coppe, perdendo lo scudetto (a favore della Juve) nella primissima delle due “fatal Verona” che ai tifosi stanno ancora sul groppo.

Milan – Atalanta 9-3 (5-1), 15.10.1972, 3a giornata
MILAN: Belli, Anquilletti, Zignoli, Rosato I, Schnellinger, Biasiolo I, Bigon I, Benetti II, Prati, Rivera, Chiarugi (67′ Magherini). All.: C. Maldini, D.t: Rocco.
ATALANTA: Pianta (56′ Grassi), Maggioni, Divina, Savoia, Vianello, Picella, Sacco, Carelli, Pirola, Ghio, Vernacchia. All.: Corsini.
Arbitro: Giunti di Arezzo.                                                                                                                    RETI: 16′ Prati, 30′ Bigon I, 33′ Divina, 35′ Rivera, 40′ Benetti II, 50′ Chiarugi, 52′ Rivera, 54′ Ghio, 55′ Prati, 64′ Bigon I, 88′ Carelli, 90′ Prati.

 

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