Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Approfondimenti

Papu Gomez, un anno di perle fuori dal campo

Se Gian Piero Gasperini a Bergamo ormai gode di reputazione da Papa, Alejandro Gomez è per tutti il Papu e tanto gli basta. Per farsi riconoscere in giro come l’immagine di marca della Bergamo che adora il pallone e riesce a camparci benone creando pure indotto, per impazzare tra i tifosi e la gente comune. Ha perfino dato il proprio apodo (il soprannome, in castigliano: Papu, appunto) a una piadina, con parte del ricavato devoluto agli Amici della Pediatria. Ha ragione l’amico, partner d’affari (ramo fitness center) e responsabile dell’area fisica dell’Atalanta, Francesco Vaccariello, quando afferma che il numero 10 nerazzurro “è un brand e una persona intelligente”. Di marchi di fabbrica, in campo, ne ha tanti, dalla sterzata in corsa con la sfera incollata alla caviglia ai passaggi millimetrici passando per le invenzioni sottoporta, spesso a favore dei compagni più che del proprio bottino personale. Di perle, però, da buon PR di se stesso l’argentino più amato sotto le Mura Venete ne dispensa anche fuori, tra un evento e un selfie coi tifosi. Eccone una raccolta dell’anno che va a morire.

“L’Inter mi voleva ai tempi di Stramaccioni, anche la Fiorentina di Montella. Nell’ultimo mercato c’era un interesse della Roma. Vediamo cosa succederà in futuro, non so cosa accadrà visto che ho un contratto con l’Atalanta fino al 2020. La squadra che mi vorrà dovrà comprarmi” (lunedì 27 febbraio).
“Ho giocato per l’Under 20 argentina e non avevo ancora la cittadinanza italiana. Per poter giocare con la nazionale azzurra dovevo avere il doppio passaporto. È una regola Fifa: senza questo problema burocratico probabilmente adesso sarei con Petagna a Coverciano” (lunedì 20 marzo).
“Tripletta” (sabato 1 aprile, su whatsapp, alla moglie Linda, prima di segnarla davvero nel 5-0 al Genoa a “Marassi” davanti alla famiglia).
“È stato un anno indimenticabile, abbiamo raggiunto l’Europa League, ho segnato come non mai in carriera. Le partite più importanti sono state le due contro il Napoli. All’Atalanta non voglio dare un 10, ma 8 o 9 sì. Posso migliorare anch’io, l’ho già fatto in fase di realizzazione” (domenica 21 maggio, dopo la vittoria di misura a Empoli: qualificazione assicurata, poi sarebbe arrivato il quarto posto).

“La Lazio è l’unica società che si sia interessata a me, ma ai tifosi ho promesso che sarei andato via soltanto se avessi avuto la possibilità di giocare in Champions. A un anno dai Mondiali andare in campionati come quello cinese, dove pure si prende una barca di soldi, sarebbe un po’ come sparire” (venerdì 14 luglio, a due giorni dal prolungamento del contratto dal 2020 al 2022). “Ho esordito con gol nella Seleccion contro Singapore, ho coronato un sogno. Ho parlato con Messi, Bergamo gli piace” (idem). “Sono arrivati molti giovani di valore, dovranno imparare la lingua e adeguarsi ai metodi di Gasperini per la parte tecnica e tattica. In avanti ci siamo Ilicic, Petagna e io: non so se altrove si trovino attacchi così forti” (ibidem).
“Dobbiamo fare il nostro gioco ma anche cambiare un po’, perché non siamo più una sorpresa e rischieremmo altrimenti di essere prevedibili. Non so dove arriveremo, cercheremo di fare un campionato nella parte sinistra della classifica e tuffarci in Europa League puntando a passare il girone” (venerdì 18 agosto, da Zingonia).

“Segnare questo gol era importante per me, non ho avuto molte esperienze né opportunità in carriera e ora è bello togliersi queste soddisfazioni in Europa League. Le parole di Fekir ieri? Adesso inizieranno a conoscermi meglio” (giovedì 28 settembre, Lione-Atalanta 1-1).
“Domenica bisogna stare attenti a Icardi, perché negli ultimi venti metri sbaglia poche palle e noi abbiamo bisogno di fare punti. Mauro è micidiale dentro l’area, anche se magari non partecipa molto al gioco” (venerdì 17 novembre, della serie mai presagio fu più nefasto).
“Qualcuno magari ha preso il sorteggio col Borussia Dortmund come sfortuna, altri come un forte stimolo. Deve essere un motivo d’orgoglio per noi e per i tifosi incontrare una squadra che ogni anno fa la Champions. Fino a febbraio possiamo allenarci con continuità, senza il girone di coppa resta tempo per recuperare, poi ci giocheremo i sedicesimi” (mercoledì 13 dicembre).

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI NEROAZZURRI

Un bergamasco tutto d'un pezzo, Angelo "Domingo" Domenghini

Angelo Domenghini

Bergamasco DOC e tifoso atalantino

Cristian Raimondi

Il goleador della storia atalantina

Cristiano Doni

Il "Mondo", l'amico di tutti

Emiliano Mondonico

"EL TANQUE" NERAZZURRO

German Denis

PRIMA CAPITANO, POI AUTENTICA BANDIERA NERAZZURRA

Gianpaolo Bellini

IL "VIN DIESEL" DI BERGAMO

Giulio Migliaccio

Uno dei 7 capitani storici, per lui 8 stagioni con l'Atalanta di altissimo livello

Glenn Stromberg

Il goleador della storia atalantina

Riccardo Zampagna

Advertisement

Altro da Approfondimenti