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Gasperini: “Se il sistema Atalanta dovesse cambiare, avrei finito il mio lavoro a Bergamo”

Intervista esclusiva a mister Gasperini sulle colonne della Gazzetta dello Sport in edicola oggi.

«Dopo certi risultati le aspettative crescono e qualche dubbio che qualcosa potesse cambiare c’era. Per ora però anche questa stagione sta andando bene. L’Europa ci ha dato lustro e ci ha permesso di superare momenti un po’ negativi in campionato. Ora siamo ripartiti anche lì. Non siamo neppure a metà della stagione, però, per questo la gara con il Cagliari diventa importante, girare a 30 punti sarebbe un bel risultato. Si chiuderebbe un grandissimo anno, abbiamo quasi timore che finisca. Siamo andati oltre ogni previsione, tecnica ed economica. Abbiamo fatto plusvalenze con il mercato, abbiamo acquisito lo stadio. I tifosi sono entusiasti e anche da questo punto di vista l’immagine della città e del club sono migliorate: invece degli scontri, abbiamo visto un pubblico di famiglie e bambini. L’Atalanta è un bel fenomeno, ma dobbiamo stare attenti ad alimentarlo nel modo migliore. Va preservato il sistema Atalanta che ha avuto successo».

Di chi è il merito? «Principalmente di Percassi. Certo, i risultati hanno accelerato il processo, ma Percassi è un atipico. Non sono molti nei nostri club i presidenti tifosi, nati nella città della squadra che possiedono e nella quale hanno pure giocato. Quello che sta facendo è più un regalo alla città che un progetto sviluppato per altri fini».

Però anche Gasperini ha fatto tanto: «Credo di aver realizzato il suo desiderio: Percassi mi ha convinto parlandomi di come intendeva l’Atalanta. Voleva una squadra giovane, voleva in prima squadra molti ragazzi cresciuti qui. Un modello che prima qui non c’era: l’Atalanta ha sempre prodotto grandi talenti, ma non ha mai impostato la prima squadra su questo. E temo che il sistema cambi. Se l’Atalanta si priva di questo sistema diventa un club normale. Non sarebbe più la mia Atalanta né l’Atalanta di Percassi e il mio lavoro qui sarebbe finito. Per me la strada continua a essere quella dello sviluppo delle risorse che abbiamo in casa. Questa era la visione che Percassi e io abbiamo condiviso e questo è il vestito giusto per l’Atalanta. All’Atalanta servono giocatori d’élite, un Papu Gomez per ruolo, tutto il resto ce l’ha già».

 

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