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Vedi Napoli e poi perdi: solo un sorriso in coppa

In attesa del sesto rendez-vous partenopeo nel trofeo della coccarda, un breve ripasso di quel che è stato. Un pareggio, un’affermazione dell’Atalanta che si perde nella notte dei tempi e tre dei padroni di casa. I precedenti di Coppa Italia a Fuorigrotta tra il Napoli e i nerazzurri non dicono benissimo agli uomini di Gian Piero Gasperini, tanto più che sul bilancio complessivo pesano la finale d’andata dell’edizione 1986/87 e l’ottavo abbastanza recente dell’era Colantuono (15 gennaio 2014).

Nella prima delle due circostanze citate l’undici dell’ex Ottavio Bianchi calò un tris e bunanotte: a segno Renica (67′), Muro (71′) e Bagni (77′), Nedo Sonetti era appena retrocesso in B lasciando però in dote la partecipazione alla Coppa delle Coppe nell’annata successiva, in quanto Maradona e compagni s’erano laureati campioni d’Italia. Era il 7 giugno del 1987, mentre nel precedente più vicino De Luca (14′) aveva illuso la truppa per un amen: pari immediato di Callejon, nella ripresa pratica chiusa da Insigne (27′, con Yepes espulso per proteste sul presunto fuorigioco dello scugnizzo, tenuto in gioco da Del Grosso) e ancora dallo spagnolo a dieci dal novantesimo. Sulla tolda di comando degli azzurri, Rafa Benitez.

E dire che la prima sfida tra Vesuvio e Golfo aveva riservato la sorpresona. 3 giugno 1973, girone 2 del secondo turno di qualificazione che all’epoca portava il vertice della classifica dritto all’atto conclusivo. Di qua Luis Vinicio, subentrato a Beppe Chiappella il 5 maggio per un mediocre nono posto in campionato, di là Giulio Corsini già caduto in B per l’autorete di Vianello all’ultima giornata contro il Vicenza al “Comunale”. Una vittoria all’inglese, firmata da Sergio Pellizzaro (35′) e Giuliano Musiello (74′). Il raggruppamento lo vincerà il Milan, che poi si sarebbe preso la coppa battendo la Juventus ai tiri di rigore.

Gianni Di Marzio contro Titta Rota, invece, la battaglia fra le panchine del 10 settembre ’78 terminata a reti inviolate. I Ciucci – col ritorno di Vinicio in sella dal 9 ottobre – sarebbero approdati fino alle semifinali, finendo ko col Palermo, mentre per la Dea la terza coincidenza sinistra della serie è la caduta in B al culmine della stagione. Infine, l’1-0 per i locali del 5 settembre ’82, Massimo Giacomini (poi rimpiazzato dalla coppia Gennaro Rambone-Bruno Pesaola) e Ottavio Bianchi i tecnici, bergamaschi neopromossi in cadetteria dopo un’annata negli inferi della C1: la risolve il carneade Antonio Capone – in realtà proficua riserva dell’epoca tra centrocampo e attacco – a 13 minuti dal rientro dal tunnel. Al “San Paolo”, comunque, storicamente solo briciole: su 50 incontri tra A e B, 34 ko, 11 nulli e solo 5 successi, quoziente reti sfavorevole 84 a 32.

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