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SONDAGGIO – Quale il gol più bello dell’anno? Sei perle per un 2017 unico

Destro, sinistro, testa. Modi più tradizionali per schiaffarla tumida in saccoccia proprio non ne esistono. E nel 2017 alle spalle da un amen, iscritto a caratteri d’oro negli annali di una provinciale di lusso come l’Atalanta, gli interpreti in grado di centrare il bersaglio grosso con le tre parti anatomiche non sono certo mancati. Un paio di perle per ogni specialità balzano agli onori della cronaca, prestandosi al giochino divertente e appassionante della classifica del migliore, del più bello, del più esaltante. E pazienza se uno dei protagonisti di questa rassegna, l’indiziato della vittoria finale, è altrove dall’estate. In compenso la stagione bollente del calciomercato ne ha regalato un altro.

Pochi dubbi che il destro esteticamente più appagante sia la bicicletta ai confini dell’impossibile sulla quale Andrea Conti salì il pomeriggio del 2 aprile per pedalare da finisseur consumato nella manita in casa del Genoa nello scorso campionato, quello dei record eccetera.

A contendergli il primato sul piano estetico e dell’importanza, la parabola da fuori del Papu Gomez per il raddoppio casalingo in Europa League all’Everton, giovedì 14 settembre, la sassata più morbida mai vista, al culmine della combinazione Cristante-Petagna dalla destra con apertura illuminante del partner d’attacco triestino: sfera a scendere sotto il sette, col senno di poi il segno del dominio atalantino sul girone appena battezzato.

Quanto al mancino è una bella lotta, perché se salta subito all’occhio lo slalom uno contro quattro con radente di Josip Ilicic nell’infrasettimanale serale del 20 settembre contro il Crotone (cinquina sporca), di qualità ce ne sarebbe più d’uno a rubare gli occhi al pubblico.

Su tutti, comunque, la stoccata su palla in uscita di prima intenzione by Robin Gosens nell’apoteosi del 23 novembre a Goodison Park (stesso score, curiosamente) alla penultima stazione del Group Stage E. Una prodezza senza bisogno di aggiungere un nome al ballottaggio, perché talvolta è giusto ripartire a metà l’album dei ricordi premiando oltre ai big anche seconde linee, relegate spesso al ruolo scomodo delle comparse in un film che tiene incollati alla poltrona.

E le svettate? I dilemmi continuano. Il 2-2 di Bryan Cristante in casa contro la Juve nella pazzesca soirée del primo ottobre è un capolavoro di tempismo, coordinazione, tecnica e visione perimetrale per cogliere l’attimo sulla scodellata di quel piccoletto dal piede al millimetro col numero 10 disegnato sulla schiena.

In una squadra abituata a ferire da palla inattiva, per pescare un altro cabezazo degno di quello di cui sopra, c’è l’imbarazzo della scelta. Dall’acquario emerge volentieri il Mattia da Scanzorosciate, di cognome Caldara, enfant-du-pays da manuale sul suggerimento di Petagnone contro la Lazio il 17 dicembre. Non s’è vinto, pazienza.

E secondo voi qual è il gol nerazzurro più bello del 2017? Buon voto a tutti, buon 2018 atalantino.

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