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Nerazzurri in prestito, parte 2a – B: 3 a segno, Monachello in testa

Il segno sulla partita sotto forma di quella sfera di cuoio che accarezza la rete come uno scudiscio, il nerazzurro come colore della vittoria. Gloria per tre nella serie B tinteggiata qua e là dalla mise sociale dell’Atalanta che ha chiuso il girone d’andata tre giorni prima che il 2017 finisse in soffitta. A guardare tutti i compagni di cartellino dall’alto in basso è un Gaetano Monachello che, oltre alla Salernitana del portiere infortunato Boris Radunovic e della riservissima Patrick Asmah, una sorta di Evra che non gioca mai, il gol l’ha fatto anche ai suoi tormenti muscolari: il primo in maglia Palermo (in vetta a quota 39) nella quinta presenza, da subentrato a Nestorovski da dieci giri di lancetta, è arrivato al minuto 79, un mancino chirurgico per il raddoppio su assist di Trajkovski. Di Chochev alla mezzora e Jajalo al terzo di recupero le altre due marcature rosanero; espulso Vitale per gli ospiti al 52′ per somma di ammonizioni.

Se i campani allenati da Stefano Colantuono restano a metà del guado a 26 punti, il Pescara zemaniano li sorpassa a più due grazie all’euromissile di Luca Valzania che ha steso il Venezia di Pippo Inzaghi a un poker dal novantesimo. E il bello è che la palla d’oro per un tiro a giro di rara bellezza gliela mette l’altro atalantino Christian Capone: terza insaccata per la mezzala cesenate passata anche da Cittadella, secondo assist per la punta di Abbiategrasso, già alla cinquina nella casella dei marcatori. Emmanuel Latte, invece, continua a restare fuori dalle grazie e dalle convocazioni del boemo. Il giovedì d’oro cadetto dall’accento bergamasco completa la parure con Giuseppe De Luca, a referto nel 2-1 della sua Virtus Entella (24): la Zanzara, che salterà il Perugia (era in diffida) per il giallo al quarantesimo per reciproche scorrettezze con Orlandi, risponde al vantaggio di Dickmann (12′) al 58′ insaccando in semirovesciata (sesto stagionale) sul cross di Belli spizzato da Crimi, poi il suo sostituto Currarino a una sola corsetta di cronometro dal suo ingresso serve il matchball a La Mantia (80′).

Nel giovedì prefestaiolo dominato dalla cadetteria conferma l’ottimo momento e anche le sue ambizioni nemmeno troppo nascoste – nel mercato di riparazione c’è German Denis dietro l’angolo, a meno che non scelga l’Ascoli – la Cremonese della coppia difensiva (terzino destro e centrale) Alberto Almici-Michele Canini, che sale a 32 (sesta ex aequo col Cittadella) in virtù del successo di misura (Paulinho da Castrovilli al 77′, dopo aver colpito il palo) sul Cesena (23, zona pericolo) del lungodegente Fabio Eguelfi e del terzino (sinistro, stavolta) Nicolò Fazzi, che ammonito all’80’ per la scorrettezza su Perrulli finisce dietro la lavagna del giudice sportivo: per lui niente Bari. In chiave salvezza, a proposito, di squadre con atalantini a bordo ne capitolano ben tre. Cede 4-2 al “Curi” all’Empoli (9′ e 36′ Donnarumma, 22′ e 56′ Caputo) il Perugia (24; Di Carmine 19′ e 58′) del journeyman difensivo Alberto Dossena, che ha giocato la ripresa al posto di Zanon nel passaggio al 3-5-2, mentre Alessando Santopadre ha tenuto al caldo i guantoni in panchina e Simone Emmanuello non è stato convocato.

A 22 in piena bagarre c’è il Foggia dell’interno sinistro Davide Agazzi, sconfitto in casa in rimonta dal Frosinone (37), seconda forza del campionato: a Beretta (40′) risponde la doppietta (testa e sinistro) di Daniel Ciofani (64′ e 77′). Ancora peggio va alla Pro Vercelli di un Mario Pugliese nuovamente relegato in panchina, perché Polidori (85′) da solo non basta al “Piola” contro la punizione di Chiaretti (2′) e Iori (55′, in mischia) e Gianluca Atzori (rimpiazzo in sella di Gianluca Grassadonia) dopo due match diretti è sempre a 18, stavolta in fondo alla graduatoria. Nella terra di nessuno e nel limbo degli obiettivi c’è l’Avellino del trio, che sale a 25 grazie al 2-1 alla Ternana in cui l’esterno destro Salvatore Molina serve a Bidaoui (assistman per Asencio nel rompighiaccio al 24′) il raddoppio al 54′ (di Tremolada al 93′ il punto della bandiera): Anton Kresic è stato a guardare a fianco di mister Novellino, Emanuele Suagher scontava l’ultimo dei tre turni inflittigli per la sbracciata sulla nuca di Chiaretti a Cittadella. Comodo e utilissimo occhiale, invece, inforcato nell’anticipo di mercoledì 27 a Parma dallo Spezia (30) momentaneamente agganciato alla post season per salire in A: Matteo Pessina da mezzosinistro garantisce ribaltamenti di fronte, conclusioni personali (tre fuori misura dalla lunga) e anche rientri in copertura come quello che salva capra e cavoli su Baraye (tap-in sulla conclusione di Scozzarella, ennesimo prodotto della cantera di Zingonia, respinta da Di Gennaro) al 59′, mentre Guido Marilungo si limita ad aprire spazi tirando in porta senza convinzione una volta soltanto prima di lasciare la zolla a Forte all’83’.

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