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Atalanta: il valzer dei prestiti

L’ultima nuova riguarda Marco D’Alessandro, che potrebbe risalire lo Stivale da Benevento (dove è titolare) fino al  Genoa o al Verona, dove il titolare è Cerci e stanno prendendo Matos da Udine. Capita che gli scontenti o i parcheggiati in quella che alla lunga si rivela un’autorimessa, all’affacciarsi della finestra invernale del calciomercato, rischiando di prendere troppi spifferi vengano indirizzati altrove. Per evitare di ovalizzare i pneumatici e continuare a essere da corsa. Magari, chissà, c’è chi agogna di riabbracciare la casa madre dopo anni passati nelle concessionarie più disparate. Il cambio di casacca, del resto, mica è una prerogativa del nostro Parlamento. Anche nel mondo del pallone è così, e non fanno certo differenza i prestiti dell’Atalanta in giro per l’Italia e l’Europa. Su sessantadue totali (uno più, uno meno), i ricollocati di gennaio rasenteranno quasi certamente la sporca dozzina. Ma il numero, se si concretizzeranno i rumors legati agli elementi in sovrannumero della prima squadra, è destinato a salire.

Premesso che all’ormai neo avellinese Bryan Cabezas, di ritorno dal Panathinaikos (due gol in Europa League a Qabala e Athletic Bilbao, maluccio in campionato), si potrebbe aggiungere il jolly svizzero del centrocampo Nicolas Haas, ambìto anche dalla Salernitana dell’ex Stefano Colantuono e del duo Boris Radunovic-Patrick Asmah (il portiere è infortunato, l’Evra dei poveri – ma è ghanese – non gioca mai), i movimenti si svilupperanno soprattutto tra la serie B e la serie C. Ai piani alti di Zingonia la logica seguita da qualche anno è quella delle mini colonie: in Irpinia, per dire, ci sono già Emanuele Suagher (a quanto pare appetito dal Bari) e Anton Kresic dietro più Salvatore Molina a fare su e giù in corsia: Walter Novellino lo sta stabilizzando alto a destra, ma ha giostrato anche da interno nel 3-5-2. Nella serie cadetta è a un passettino dall’ufficialità al Carpi quel Simone Emmanuello inizialmente aggregato da Gian Piero Gasperini nel ritiro in Valseriana: esterno d’origine e anche piuttosto alto, a Perugia non sta trovando spazio a differenza del journeyman della difesa Alberto Dossena (centrale bresciano del ’98 molto futuribile) e al pari dell’estremo di riserva Alessandro Santopadre che per inciso è il figlio del presidente umbro.

Al Cittadella, ammesso che il Verona con l’acqua alla gola e a corto di punte non bruci tutti sul tempo, dovrebbe rientrare il volto efebico e conosciuto (già a titolo temporaneo dal Milan) di Luca Vido, attaccante che a Bergamo non sta vedendo la luce, mentre Alessandro Bastoni e Filippo Melegoni (quest’ultimo già vicino all’Avellino e al Venezia nella scorsa estate) nelle intenzioni societarie restano in bilico tra la Primavera di Massimo Brambilla (in vetta alla classifica con l’Inter allenata dal bergamasco Stefano Vecchi) e gli allenamenti con la banda del Gasp. Il Pescara ha chiesto l’erede designato di Mattia Caldara, Gianluca Mancini, che però continuerà a crescere all’ombra del maestro, sicuro juventino dal primo luglio: alla corte di Zeman resteranno il formidabile interno Luca Valzania, passato dal natìo Cesena e dal “Tombolato”, e il puntero Christian Capone, mentre l’altro furetto Emmanuel Latte cambierà probabilmente aria perché il boemo si ostina a non vederlo. Uno capace di segnare il 2-3 della speranza in un ottavo di Coppa Italia allo Juventus Stadium (l’11 gennaio di un anno fa) merita una chance.

Ci sarebbero da piazzare anche due mancini dal ruolo opposto, costretti attualmente a svernare in sede. Il reprobo Boukary Dramé, che verrebbe ceduto a zero al primo offerente per liberarsi del suo stipendio (è in scadenza a giugno) e il convalescente Doudou Mangni, ala del ’93 reduce dalla rottura del tendine d’Achille (all’Olhanense, nella cadetterìa portoghese) che si sta allenando da mesi al Centro Bortolotti proprio come il senegalese. A scalpitare, poi, almeno un terzetto direttamente dalla terza categoria professionistica nazionale, a meno di non voler richiamare in Italia anche Constantin Nica che fa lo spettatore perfino alla Dinamo Bucarest cui era stato strappato ai tempi da Pierpaolo Marino. La mezzala sinistra Moudou Badjie è già a disposizione da novembre dopo la radiazione del Modena, il collega Isnik Alimi insieme al compagno-mastino Luca Milesi nella polveriera dei debiti di Vicenza non rimarranno certo a farsi impallinare. Nero su bianco e affare fatto, infine, per l’altro stopper Stefano Cason che lascerà alla Carrarese il solo Tommaso Tentoni (ala trasformata in terzino d’assalto) per approdare al Catanzaro fino a giugno. Cerca un altro lido su cui sbarcare un ex della cantera coi guantoni: il ’94 Luca Zanotti, praticamente fuori rosa alla Juve Stabia dove nella dirigenza – direttore dell’area tecnica – c’è l’ex “secondo” di Consigli a Bergamo, Ciro Polito.

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