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Hateboer e gli altri: quei precedenti con l’arbitro…

Il biancoverde nel recente passato, il nerazzurro in un presente che tutti gli sfegatati all’ombra delle Orobie oltre all’interessato si augurano più roseo. Dal Groningen all’Atalanta cambiano i colori sociali, il destino di coppa nemmeno poi tanto. E certi precedenti sono fatti per essere comodi quanto un sassolino da togliersi dalla scarpa il prima possibile. Magari senza rimuginarci troppo, perché le ossessioni fanno male alla salute.

Ma appena letta la designazione arbitrale per l’andata dei sedicesimi di Europa League in quel di Dortmund, ieri, ad Hans Hateboer devono essere andati pranzo e merenda di traverso. Il polacco Daniel Stefanski, per lui, è un volto conosciuto. Nel senso che all’esterno olandese è bastato incrociarlo una volta sola per non dimenticarselo più. E non potrebbe essere diversamente, essendo quella del Noordlease Stadion, quella mezza sera del 24 luglio 2014, la sua seconda partita (sulle otto fasciato delle tinte natìe, quattordici finora in tutto) in una competizione continentale.

Precisamente il ritorno del secondo turno di qualificazione di Europa League con l’Aberdeen. All’andata, a Pittodrie, una settimana esatta prima, reti inviolate. Al cospetto del fischietto di Bydgoszcz, concittadino di Zbigniew Boniek (omonimo del suo assistente di domani sera, Marcin), gli uomini di Erwin van de Looi ci rimisero la pelle, cadendo sotto i colpi dell’irlandese Adam Rooney (26′, su rigore per fallo sul connazionale Hayes di Botteghin) e del nordirlandese McGinn (32′), in tap-in sulla traversa colta dal compagno dal cognome illustre, servito dal colpo di testa di Considine proprio su un disimpegno corto dell’attuale stantuffo di Gasperini. Poi, solo la testatona di Kieftenbeld per dimezzare lo svantaggio. Parola d’ordine, sfatare il tabù per provare a sfondare il muro giallonero.

L’atalantino, nondimeno, non è l’unico tra i papabili per il kick off al Signal Iduna Park di giovedì (ore 19) ad essere già stato diretto dal quasi quarantunenne (candeline il 2 luglio) internazionale. È capitato anche a qualcuno degli avversari di turno. Shinji Kagawa, in Giappone-Iraq 4-0 l’11 giugno 2015 a Yokohama e in Giappone-Siria 1-1 a Tokio il 7 giugno scorso. Il portiere Roman Bürki, ko 2-0 ad Heidenheim con la sua Svizzera Under 20 contro i pari età tedeschi il 7 ottobre 2010, mentre era in panchina nel 2-0 della nazionale A al Perù del 3 giugno 2014 a Lucerna. Il neo bomber Michy Batshuayi, in Italia-Belgio 1-3 a Rieti il 5 settembre 2013 (qualificazioni agli Europei Under 21), con un poker di cartellini bergamaschi sull’altro fronte (Molina, Gatto, Baselli e Zappacosta). E ora basta, ché a scartabellare tra i numerini – magari qualche giovanile polacca con Lukasz Piszczek e lo Gwarek, toh – calano le diottrie. Occhi, pardon fari, puntati sul big match. E che vinca il migliore, arbitro-portarogna o amuleto che sia.

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