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La penna in trasferta – Ceccarelli (Fiorentina.it): “A Bergamo ultima chiamata per Sportiello”

Sportiello

Una prova d’appello. La sfida della Fiorentina all’Atalanta reduce dalla sbornia europea non si può chiamare diversamente: “E non lo sarà solo per Sportiello, nell’occhio del ciclone per gli errori nelle ultime giornate – spiega Gianni Ceccarelli, firma di Fiorentina.it, de ‘La Nazione‘ e dell’Ansa -. Sono tutti in discussione, dai dirigenti al progetto passando per i giocatori che hanno deluso. Da undicesimi, se si torna da Bergamo con un risultato negativo, addio sogni. E il futuro è un terno al lotto”.

Il cartellino nel portiere, che all’andata parò il rigore a Gomez, è ancora nerazzurro.
“E potrebbe rimanerlo, perché a differenza di Saponara e Pezzella non c’è obbligo di riscatto. Troppi alti e bassi, il suo domenica sarà un esame da ex e potrebbe essere anche l’ultima partita in viola. Per di più Dragowski, under 21 polacco, è qui dal 2016 e bisogna decidere cosa farà da grande: ha giocato soltanto in Coppa Italia, dopo essere stato chiuso da Tatarasanu non potrà esserlo anche da Sportiello in eterno. Non può fare il secondo una sola stagione di più, altrimenti va ceduto”.

L’impressione è che il rendimento dell’intero organico sia sottodimensionato.
“Una squadra da 90 milioni di euro, di cui una settantina spesa direttamente in estate, a fronte dei 105 incassati dalle cessioni, non può aspirare a meno della qualificazione all’Europa League. Se si perde con l’Atalanta, l’ultimo obiettivo, quello del settimo posto, va rimesso nel cassetto. E oltre a Dragowski andrebbero in campo altri giovani come Lo Faso, pensando al futuro. Che non si riesce a vedere in modo chiaro, perché i Della Valle hanno messo la società in vendita dallo scorso 26 giugno e non sono arrivate offerte: costa almeno 250 milioni e la nuova cittadella dello sport altri 350, il progetto è da presentare in Comune entro il 31 ottobre. Ma a metà classifica, cogli introiti dei diritti tv in prevedibile calo, si fa gola davvero a pochi”.

Quali le responsabilità del tecnico e quali degli elementi della rosa?
“Stefano Pioli da ex bandiera conosce l’ambiente e le sue aspettative. Sa che non si vince da tempo e che questo è l’anno zero. Il livello medio della squadra è inferiore al suo valore sulla carta, forse anche per qualche errore dell’allenatore stesso. Ad esempio insistere all’inizio sul 4-2-3-1 con Benassi, notoriamente a disagio con quello schema a Torino per bocca di Mihajlovic. Il 4-3-3 ha portato più equilibri, ma non basta. Simeone non sta dando quel qualcosa in più, Pioli nemmeno. E toccherebbe soprattutto a lui”.

Però c’è il figlio d’arte Federico Chiesa che sta spopolando. Una plusvalenza in tacchetti.
“I Della Valle, che a Firenze e allo stadio non mettono più piede lasciando la gestione alla triade Cognigni-Salica-Corvino, sono sotto contestazione. Se dovesse essere ceduto il gioiello di famiglia, un ragazzo di talento fatto in casa, in città scoppierebbe la rivoluzione. Ma per trattenerlo servirà costruirgli intorno un organico competitivo e ambizioso”.

A proposito di vivaio, c’è questo continuo confronto a distanza con l’Atalanta, indicata come modello anche se Corvino non si è detto d’accordo.
“Quella dei nerazzurri come modello è una dichiarazione del proprietario Andrea Della Valle, riportata al direttore generale in sede di commento in chiusura del calciomercato di riparazione. La risposta è stata che la Fiorentina è la Fiorentina, non può prendere spunto da altri. Gli si è chiesto una sforbiciata agli ingaggi e di far crescere un settore giovanile a cui manca un vero centro sportivo, parte del progetto in essere. Ma chi ne terrà le redini a giugno non si sa”.

Brutto arrivare alla prova del nove dopo un ko con la Juventus.
“Una partita che ha lasciato più rabbia che rimpianti, perché convincente dal punto di vista della personalità, della corsa e anche delle occasioni. Il palo di Gil Dias sullo 0-0, il Var sul rigore non dato dopo 4 minuti di esame video di Fabbri e Di Fiore per un fuorigioco inesistente e il gol dell’ex Bernardeschi hanno fatto il resto. Poca concretezza, comunque: la cifra di un’annata intera”.

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