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Candeline per Evair, il bomber che inaugurò l’era Percassi

evair

In coppia con Claudio Caniggia, l’anima lunga che qualcuno soprannominò – non si sa perché – il Bomber Triste riuscì ad accendere l’entusiasmo delle folle dell’Atalanta di coppe di un’altra era. Quando ancora non si difendeva a zona e i difensori ti seguivano a suon di calci negli stinchi fino al bagno degli spogliatoi. Evair Aparecido Paulino in nerazzurro la metteva spesso, 30 in 89 partite che non era affatto malaccio, e nel triennio 1988-1991 si regalò anche la soddisfazione di un paio di gol alla Juve, di cui quello della vittoria corsara del 22 gennaio 1989, senza contare il rigore di Zagabria e l’apripista nel 4-1 al Fenerbahce nella rincorsa alla Coppa Uefa arrestatasi nei quarti di finale con l’Inter.

Se davvero soffriva di saudade come altri brasiliani, il bomberone dall’andatura compassata di Ouro Fino, stato del Minas Garais, non lo dava mica a vedere. E in attesa, come tutti, di godersi lo spettacolo della Dea nel sedicesimo di ritorno di Europa League contro il Borussia Dortmund, oggi spegne 53 candeline. Consapevole che quelle qualificazioni continentali, due di fila, ottenute con Emiliano Mondonico in panchina, e le due grandi ribalte – completate da Piero Frosio e Bruno Giorgi -, rimaste irripetibili per quasi un quarto di secolo, adesso hanno trovato il fil rouge del nuovo progetto percassiano.

Era stato proprio lui, del resto, l’allampanato finisseur dal gioco privo di fronzoli e dal variegato repertorio goleadoristico, a inaugurare l’Antonio Percassi atto primo quel 7 novembre 1990 a Bergamo contro i turchi. Il trentasettenne presidente, appena rilevata la società dai Bortolotti (morto tragicamente Cesare, Achille non se la sentì di continuare) come socio di Miro Radici, quella sera innaffiò il suo esordio (il passaggio di quote risale a cinque giorni prima) con lo champagne della vittoria. Avrebbe mollato nel ’94 per riprendere le redini del club otto estati or sono, ma questa è un’altra storia. Intanto, augurissimi, Evair, il Bomber Triste che tanto triste non era, visto come pazziava anche dopo aver infilato un rigore. Quello di Zagabria, per rispondere alla punizione di Boban. Ovviamente procurato dal Figlio del Vento.

 

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