Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Approfondimenti

Auguri a Maxi, il mini fantasista dai grandi numeri

Al Verona, un assolato pomeriggio sotto la Maresana, il piccolo grande uomo che oggi ne compie 31 riuscì a metterla di testa sfidando le leggi della natura e anche quelle della fisica. E dire che quando il presidente Antonio Percassi, per presentarlo ai tifosi durante il Trofeo Bortolotti edizione 2011, se l’era messo sottobraccio percorrendoci la distesa d’erba fuori dal tunnel dello stadio di Bergamo, il nuovo fenomeno d’importazione era parso a chiunque un bambino spaurito. Anche perché era ed è alto uguale, 159 centimetri.

Ma che classe e che giocatore di razza Maximiliano “Maxi” Nicolás Moralez, argentino di Granadero Baigorria proveniente dal Velez Sarsfield dopo gli inizi al Racing e una breve escursione a Mosca, giramondo di vocazione ora al New York City che dopo aver salutato la patria nerazzurra nel dicembre del 2015 si era accasato in Messico al Leon lasciando orfano dei sui guizzi geniali l’attacco di pesi piuma con il Papu Gomez (e il Tanque Denis in mezzo per aggiungerci i cingoli).

Da quel 30 luglio e da quel torneo estivo cui non prese parte proprio perché appena sbarcato, perso con Sporting Braga e Queens Park Rangers, Stefano Colantuono e il suo rimpiazzo Edy Reja ne ebbero 148 partite e 20 gol. Più un numero imprecisato di giocate decisive, di duetti con il carrarmato quando il modulo era il 4-4-1-1, di assist, di “la” suonati sullo spartito verde per regalare armonia a un attacco certo non agevolato da una strategia prudente, altro che la trazione anteriore di Gian Piero Gasperini e dei sogni europei.

Di gol in carriera ne ha fatti 72, il santefesino, e qui aveva illuso che ne avrebbe segnati parecchi, avendo esordito col botto nel ko agostano di Coppa Italia col Gubbio (3-4 stordente) e poi in campionato con la doppietta a “Marassi” col Genoa. Ma più di tutto sorprendeva per la sua abilità nel gioco di raccordo, nell’attaccare gli spazi e nello sbucare improvvisamente davanti alla porta col suo stile dettato dal soprannome, El Frasquito (Barattolino o Bottiglietta), per i suoi dribbling secchi e il suo tiro che pare far saltare il tappo. Cresciuto sotto Diego Simeone alla “Academia” albiceleste, in bacheca qualcosina ce l’ha: argento al sudamericano Under 20 in Paraguay e oro al Mondiale di categoria in Canada nel 2007, insieme al Papu, più il titolo di Clausura nel 2009 e nel 2011 nel Fortin. Tantissimi auguri.

12 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

12 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI NEROAZZURRI

Un bergamasco tutto d'un pezzo, Angelo "Domingo" Domenghini

Angelo Domenghini

Bergamasco DOC e tifoso atalantino

Cristian Raimondi

Il goleador della storia atalantina

Cristiano Doni

Il "Mondo", l'amico di tutti

Emiliano Mondonico

"EL TANQUE" NERAZZURRO

German Denis

PRIMA CAPITANO, POI AUTENTICA BANDIERA NERAZZURRA

Gianpaolo Bellini

IL "VIN DIESEL" DI BERGAMO

Giulio Migliaccio

Uno dei 7 capitani storici, per lui 8 stagioni con l'Atalanta di altissimo livello

Glenn Stromberg

Il goleador della storia atalantina

Riccardo Zampagna

Advertisement

Altro da Approfondimenti