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L’album dei ricordi – L’Atalanta a Bologna: nona sinfonia cercasi

I bergamaschi sul campo dei rossoblù hanno quasi sempre masticato amaro. Oltre le ultime due affermazioni, buone per il record di vittorie di fila, solo altre sei affermazioni

Le date più significative ad arridere all’Atalanta nelle trasferte di Bologna sono notoriamente solo due e coincidono anche con gli ultimi bottini pieni nella casistica degli scontri diretti: i 2-0 del 29 marzo 2014 (a segno De Luca ed Estigarribia) e del 27 novembre 2016 (Masiello e Kurtic), nel segno del record delle sei vittorie consecutive, ottenuti rispettivamente da Stefano Colantuono (contro Davide Ballardini) e Gian Piero Gasperini (contro Roberto Donadoni). Peccato che anche coi felsinei il fattore campo abbia sempre pesato oltre misura, perché nella storia dei confronti i nerazzurri sono riusciti a prevalere soltanto altre sei volte.

Il capoluogo dell’Emilia Romagna è proverbialmente ostico: 33 ko e 15 pari, con 46 gol segnati e 96 subìti; globalmente, 42 successi a 38 per i rossoblù con quoziente reti 140-128. La battuta d’arresto più ampia è del 29 maggio ’60 (tecnici Federico Allasio e Ferruccio Valcareggi), una manita a firma di Fascetti, Demarco, Campana (2) e Pivatelli. La prima vittoria assoluta sul terreno nemico risale all’11 settembre 1949 ed è pure la più larga. Un roboante 6-2 che non avrà eguali negli anni a venire: per la dea del fiumano Giovanni Varglien la mettono Karl Hansen (19′, su rigore 46′ e 82′), Leschly Sørensen (27′ e 29′) e Francesco Randon (64′); per i padroni di casa allenati dall’austriaco Tony Cargnelli, invece, Gino Cappello (58′) e dal dischetto l’ungherese Istvan Mayer “Mike” (69′).

Passano addirittura 33 anni dalle prodezze delle due favolose mezze ali danesi, in seguito vendute per le fortune di Juventus e Milan, alla volta dopo, di misura, il 19 settembre ’82 in serie B: a risolverla, per la neopromossa di Ottavio Bianchi, un certo Bortolo Mutti da Trescore Balneario, che sarebbe passato al di qua della riga di gesso 16 e 27 anni più tardi. Ulteriori 18 rivoluzioni terresti e spunta un nuovo uno a zero nella massima serie, by Maurizio Ganz (a 6′ dal novantesimo, imbeccata di Nippo Nappi; mister Giovanni Vavassori), il 17 dicembre 2000, preceduto però dal medesimo score nel primo turno di Coppa Italia (Daniele Fortunato al 79′) del 21 agosto ’94, con la squadra guidata da Emiliano Mondonico a ripartire dalla cadetteria.

Il 3-2 del 9 febbraio 2003 vede fronteggiarsi gli strateghi di tre anni prima, il Vava e Guidolin. A segno Pinardi al 28′ su torre di Rossini, che la chiude in spaccata al quarto di recupero su cross di Tramezzani, e al 49′ con un assolo dal limite grazie anche al palo interno; Beppe Signori sigla dagli 11 metri il provvisorio pari in rimonta al 23′ e 27′ (fallo di Damiano Zenoni su Cruz e mani di Natali). Il 14 settembre 2008, infine, seconda giornata, ecco il tap-in di Tiberio Guarente, di destro e in caduta, per punire la percussione sull’asse Doni-Floccari respinta malamente da Castellini. In panca Gigi Delneri, altri tempi. Ma il calcio champagne sotto le Mura adesso può contare sul Gasp. Sperando funzioni anche sotto le due torri.

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