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Bonacina: “L’Atalanta può tornare in Europa”

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Dal 3 febbraio l’ex bandiera nerazzurra e allenatore della Primavera allena gli omologhi della Lazio. Ma nel frattempo s’è fatto le trasferte di coppa. E oggi non vede un esito scontato

TIFOSISSIMO. “Sarò sempre il primo tifoso dell’Atalanta, ho fatto le trasferte di Europa League con gli amici, a Lione e a Liverpool”. Tra la disoccupazione a Zingonia e il nuovo lavoro sulla panchina di Formello, l’ex bandiera da mediano e allenatore della Primavera Valter Bonacina è riuscito a ritagliarsi qualche mese da semplice sostenitore in Italia e nel Vecchio Continente. Raccontandosi alla Gazzetta dello Sport in edicola stamani. Da firmatario della prima vittoria della Dea in trasferta in Europa: 24-10-90, Fenerbahce-Atalanta 0-1.

UN MITO. “Ho riassaporato in curva quello che avevo vissuto in campo. Ho capito i sacrifici che fanno i tifosi: qualche hanno fa hanno messo anche me nello striscione coi giocatori che hanno fatto la storia dell’Atalanta. Penso di essere stato amato per la generosità, la grinta e la fedeltà, anche se c’è in mezzo l’esperienza alla Roma”.

RICORDI. “M’è rimasto in testa il gol decisivo di Cantarutti allo Sporting Lisbona. Erano i quarti di Coppa delle Coppe, poi fummo eliminati in semifinale dal Malines. Eravamo una grande squadra, con Stromberg, vero capitano, l’ultimo a mollare. E Fortunato, Nicolini… Segnai al Fenerbahce, ne facevo pochi ma buoni, come quello di testa al 92′ per battere il Milan di Van Basten e Gullit e San Siro”.

I VIRGULTI. “Il più forte? Kessie, Conti e anche Grassi. Caldara racchiude tutte le qualità del campione. Ha saputo migliorarsi di anno in anno e credo che alla Juve crescerà ancora”.

LA JUVE OGGI. “L’Atalanta se la può giocare, ha gli stimoli per provare a tornare in Europa. Ha fatto risultati con squadre di alta classifica e in coppa è uscita per sfortuna. Ai miei tempi vivevamo la sfida intensamente e qualche soddisfazione ce la siamo tolta, anche a Torino. Gasperini può riuscirci, è uno che insegna calcio”.

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