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La penna in trasferta – Fontana (Gazzetta): “Un Hellas elmetto e contropiede”

La firma di Corriere del Veneto-Corriere di Verona, Gazzetta dello Sport ed Hellas1903.it: “Fisicità, corsa e contropiede le chiavi contro l’Atalanta”

Sei squadre in quattro punti, dal Cagliari a 26 ai gialloblù ancora penultimi, per una bagarre in cui il calendario infila anche l’incrocio con l’Atalanta e le sue ambizioni-bis di Europa League: “Domenica, a prescindere dalla tattica o dalla formula d’attacco nerazzurra, sarà un Hellas con l’elmetto – è la premessa di Matteo Fontana, giornalista della Gazzetta dello Sport, del dorso locale del Corriere della Sera e di Hellas1903.it -. Dopo il giro di boa il mercato di riparazione ha aumentato centimetri e resistenza fisica con Vukovic, Matos, Petkovic, Aarons e Boldor lasciando partire Caceres, Bruno Zuculini, Bessa e Pazzini. E tutti i giocatori sono stretti intorno a Fabio Pecchia”.

L’uomo in sella c’è rimasto nonostante sia stato dato in bilico parecchie volte.
“Il rapporto con il club e coi giocatori è di fiducia reciproca. Nata e cresciuta nelle difficoltà, anche perché la campagna estiva aveva confezionato un Verona poco strutturato per la serie A. Lavorando in simbiosi col direttore sportivo Filippo Fusco, l’allenatore sembra aver trovato la chimica giusta. Le vittorie casalinghe col Torino e nel derby, dove rispetto al girone d’andata sono cambiati sette titolari, hanno anche confermato l’importanza del fattore Bentegodi. Che sarà teatro degli scontri diretti con Cagliari, Sassuolo e Spal”.

Una bagarre abbastanza a sorpresa.
“Per l’Hellas trovarsi lì è la normalità, mentre squadre insospettabili come Chievo e Sassuolo ne sono state risucchiate. E nelle giornate ancora da giocare la differenza, più che le doti tecniche, potrebbe farla l’abitudine o meno a lottare per la sopravvivenza. Tranne il Benevento fanalino di coda e molto staccato, che gli uomini di Pecchia dovranno affrontare nel recupero, di certezze non ne esistono”.

Ora c’è un’avversaria che mercoledì con la Juve di fatto non ha tirato in porta.
“Qui qualcuno si aspetta che giochi Petagna, anche perché l’attacco con Ilicic e Gomez sta accusando segni di stanchezza dopo la corsa su tre fronti che ha lasciato a Gasperini solo la battaglia per la seconda qualificazione europea di fila. Altre volte l’Atalanta ha denunciato difficoltà a segnare più che a concludere. Ma le uniche armi su cui si può puntare per reggere il confronto contro una big aggiunta sono la tenuta fisica, l’atletismo, la corsa e il contropiede”.

In avanti c’è un Kean in meno.
“La lesione al tendine dell’adduttore destro, nelle previsioni più ottimistiche, toglierà per un mese alla squadra il detonatore delle sue ripartenze. Dovrebbe tornare per il rush finale, ma non è che non ci siano alternative: dovrebbe essere confermato Matos a supporto di Petkovic, che però a sua volta è un trequartista-seconda punta intrappolato nel corpo di un energumeno, con il più tecnico Verde alto a sinistra. Romulo torna dalla squalifica e la destra è sua. Ma c’è anche la carta Aarons sulla corsia con Verde spostato in avanti, e in prospettiva Cerci finto nove: se ne riparlerà dopo la sosta”.

In mezzo, due che con Bergamo hanno qualcosa a che fare, rispettivamente a livello di giovanili e provenienza geografica.
“Calvano è una riscoperta, il perno insostituibile. Al suo fianco è avvantaggiato Valoti, il risolutore contro i granata grazie alla sua doppietta con l’inedita apertura di testa da palla inattiva, su Büchel, elemento più forte in interdizione. Un ballottaggio da sessanta per cento a quaranta. Curioso, due ex AlbinoLeffe… A campi invertiti era sembrata una guerra impari tra rugbisti e giocatori di tennistavolo. Stavolta c’è più carne al fuoco”.

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