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Atalanta: aria di derby per il duo dell’Hellas

Simone Calvano e Mattia Valoti: un duo di ex AlbinoLeffe per l'Hellas

Nel centrocampo dei gialloblù di Pecchia, a meno di contrordini, partiranno titolari due ex grandi promesse che hanno vestito la maglia dell’AlbinoLeffe. E Calvano a Zingonia c’è anche cresciuto

Sono del ’93 (rispettivamente 11 luglio e 6 settembre) e hanno il classico grande futuro alle spalle. Uno sta ripartendo alla grande dopo anni in prestito specialmente in C e il rinnovo (fino al 2020) del 17 novembre scorso con reintegro incorporato, l’altro è devoto alla causa a tempo pieno da un bel po’. Giocheranno entrambi, salvo contrordine, nel match clou con l’Atalanta. Uno dalla cantera di Zingonia c’è anche passato, salvo venirne strappato da Allievo (allenatore Fabio Gallo) nemmeno diciassettenne dal Milan nella sessione invernale del 2010. L’altro è solo bergamasco, da parte di papà Aladino, a sua volta ex nerazzurro. Simone Calvano e Mattia Valoti, Marcel Büchel permettendo, sono le due colonne della mediana dell’Hellas che fronteggerà mostri sacri come de Roon e Freuler.

In comune il centrocampista più difensivo e l’ormai ex trequartista o ala tattica hanno una caratteristica curiosa: a parte cartellino e brevissima militanza rossonera (entrambi in rosa nel 2011-2012), il tratto di strada nell’AlbinoLeffe di Elio Gustinetti (subentrato ad Armando Madonna), il primo da gennaio 2014, sbarrato ai playoff dalla Cremonese dopo la lotteria dei rigori in cui il milanese di Baggio non sbagliò il proprio e l’orobico nato a Vicenza sì. L’ex erede designato di Clarence Seedorf, esordio in massima serie solo il 10 dicembre con la Spal (il compagno il 27 settembre ’14 in Roma-Verona 2-0) ma fra i big il 26 gennaio 2012 in Coppa Italia contro la Lazio a San Siro, è il perno irrinunciabile da titolare dal 25 febbraio, nella gara casalinga col Toro preso per le corna dalla doppietta del compagno, più quotato tecnicamente.

I due hanno ritrovato il percorso in tandem smarrito quell’11 maggio di 4 anni fa, allo “Zini” della città del Torrazzo, ma nel frattempo hanno attraversato una rivoluzione tattica. Mai stati allineati in uno schema classico: al massimo il numero 23, nel 4-2-3-1 del Gus, si alzava a destra, con il figlio di Aladino (che ha il 27) tra le linee. Adesso, sotto Fabio Pecchia, sono i due volti di un reparto da lotta chiamato anche a giocare di fino, tessere le trame e se necessario concludere. Fuori Bessa e Bruno Zuculini nel mercato di gennaio, per la strana coppia gli spazi si sono schiusi come uova di nuova covata. Anche se anagraficamente il quarto di secolo è vicino e il tragitto della gloria, ma qui si lotta per la salvezza, piuttosto lunghetto: anche i parcheggi Pescara e Livorno per il longilineo di talento; San Marino, Pistoiese, Tuttocuoio, Teramo e Reggiana per il marine, ex di turno insieme a Gollini, Coppola e il vice del Gasp, Tullio Gritti. Per loro, che a livello pro non ne hanno mai potuto giocare uno, tira aria di derby.

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