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L’Atalanta e i passaggi: un trono per tre

Più di otto su dieci a buon segno. Il ruolo della precisione nella creazione delle occasioni: ogni trenta ne nasce una per l’imbucata nella porta altrui. Il migliore è Freuler,  ma per le chances sfornate meglio i due fantasisti

94 (17 riusciti, un alleggerimento di testa errato) e 89 per cento, Alessandro Bastoni e Pierluigi Gollini. Il primato dei passaggi in casa Atalanta è appannaggio del centrale difensivo del ’99 e del portiere di riserva. Bella forza, direte voi: a ‘sto giro uno in A ha giocato soltanto uno spezzone di un quarto d’ora con il Crotone, mentre l’altro deve solo rinviare badando di non regalare palla al nemico o al massimo uscire di piede sparandola in fallo laterale. Eppure anche il dato relativo a una riserva con sole 5 presenze in campionato è significativo di una delle specialità meno strombazzate dei nerazzurri: mettere la palla sui piedi del compagno più vicino e/o smarcato.

DIAMO I NUMERI. La percentuale di squadra raggiunge l’81: 9.986 riusciti (lunghi 801, di testa 464) e 1.376 sbagliati (lunghi 726, di testa 450). Dalla messe delle cifre fino al ventottesimo match sul fronte domestico si evince l’importanza del fondamentale nell’ottica delle chances create: 302 passaggi utili a segnare di cui 32 (si chiamano assist) effettivamente serviti al marcatore o ai marcatori di turno per gonfiare la rete. Ogni 30, insomma, ci scappa l’azione da gol, e ogni 300 si buca la porta.

RE REMO. Ma ovviamente è nel vivo del gioco che si deve andare a parare per trovarne l’architrave autentica, il migliore in tema fra i giocatori di movimento deputati alle grandi manovre e con un certo numero di allacciate di scarpe. Remo Freuler risponde presente: la sua efficacia è all’88%, risultante dei 1.210 azzeccati (44 lunghi, 37 di testa) contro i 112 nel vuoto pneumatico (33 lunghi, 25 di testa) o nelle grinfie degli avversari.

CHIAMALE, SE VUOI, OCCASIONI. Uno come l’uomo del Canton Glarona, condannato a faticare sulla linea di mezzo, non può però sfornare troppi cabaret per quelli pagati per metterla. 2 passaggi vincenti (per Cornelius all’andata contro il Bologna, per Ilicic nel secondo dei tre al Verona in casa) e 17 non trasformati non sono da record. Quelli spettano ai due fantasisti là davanti. Josip Ilicic, 55 chances create di cui 7 assist; il Papu Gomez, 58 e 8. Eppure i due non sono precisi come l’orologio svizzero a livello globale: 674 (58 lunghi, 10 di testa) corretti e 136 (24 e 8) cannati il mancino sloveno, 564 (36, 17) contro 120 (20, 12) il piccolo lider maximo argentino.

 

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