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Stadio: l’AlbinoLeffe vuole rinviare lo “sfratto”

Sullo stadio di Bergamo è guerra di ricorsi al Tar

Il club di Serie C non molla sul bando di vendita contestandone i termini. Si punta a non dover levare le tende a giugno 2019: per trovare un’alternativa servirebbero altri tre anni

Un termine temporale troppo esiguo, quello dell’articolo 3 del capitolato speciale del bando di vendita dello stadio di Bergamo aggiudicato il maggio 2017 dall’ Atalanta. A contestarlo è stato ovviamente l’ AlbinoLeffe, ex co-affittuario del Comune di Bergamo che dopo il 30 giugno 2019 – termine del contratto di servizio decaduto dopo l’acquisizione privata – dovrà sloggiare salvo contrordine.

IL RICORSO, ULTIMA CARTA. Come specifica stamani L’Eco di Bergamo, i legali del club seriano trasferitosi da anni nel capoluogo, Paolo Bonomi e Mauro Ballerini, mercoledì mattina davanti alla prima sezione del Tar di Brescia (presidente Mauro Pedron, relatore Stefano Tenca) hanno argomentato che i tempi dell’exit strategy dovrebbero (anzi, avrebbero dovuto) essere di cinque anni e non di due soltanto. Un punto sul quale i giudici regionali si erano espressi già l’estate scorsa (vedi sotto) definendo “inaccettabile per il nuovo proprietario esclusivo un vincolo irragionevolmente esteso nel tempo.

STRATEGIE PER EVITARE UNA NUOVA BOCCIATURA. Il bando, sulla cui richiesta di sospensiva il tribunale amministrativo si era espresso in termini contrari rigettandola il 3 agosto scorso, è comunque oggetto di contestazione sotto diversi aspetti. Allora la società di Gianfranco Andreoletti, che avrebbe come unica alternativa l’edificazione ex novo di un impianto nell’area ex Honegger di Albino, aveva puntato l’indice sul carattere discriminatorio del bando perché tarato sulla necessità dei nerazzurri, dalla capienza (25 mila contro i 10 mila della controproposta-offerta bluceleste, non in linea e quindi scartata dalla commissione esaminatrice in sede di aggiudicazione) al ricorso all’alienazione piuttosto che alla Legge Stadi.

IL RUOLO DEL COMUNE E I TEMPI DELLA DECISIONE. Gli avvocati della società professionistica rivale hanno anche citato l’assenza di fatto di lavori in corso, dovuti ai ritardi delle integrazioni documentali richieste dal Comune (arrivate qualche giorno fa), assistito dagli avvocati Vito Gritti e Silvia Mangili, all’Atalanta (tramite Stadio Atalanta srl), ieri in udienza per il contro-ricorso con i legali Roberto Invernizzi e Alex Testa che hanno fatto riferimento alle memorie già depositate. I ricorsi delle due controparti sono stati “trattenuti in decisione” dai giudici: il conto alla rovescia fa presumere il pronunciamento definitivo fra due o tre settimane.

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