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Nerazzurri in prestito, 1a parte – Napoli, speranziella tricolore infranta su Sportiello

Sportiello

Il portiere della Fiorentina deve fare due parate di numero contro l’inseguitrice della Juventus, l’Inter con Vecino al posto di Gagliardini ha una mediana-groviera

Senza Roberto Gagliardini lì in mezzo, per l’Inter (66, quinto posto blindato) è grigia. La lesione al semimembranoso destro che tiene fuori il dalminese, insieme alla scarsa vena di Borja Valero, stavolta costringe Spalletti alla coppia Vecino-Brozovic e gli esiti sono lì da vedere: la Juve capolista domina in parità numerica calando il 13 con Douglas Costa, al 18′ il Var tramuta in rosso il giallo all’uruguagio per la macelleria fine sull’estremità destra di Mandzukic, al 52′ Icardi impatta di testa correggendo la punizione di Cancelo, al 65′ Barzagli aiutato dalla loffia del croato sulla palla di Perisic fa il patatrac ed ecco il suicidio sul filo dei cambi (Santon per Icardi), leggi autogol immediato di Skriniar (87′) su inserimento dal fondo di Cuadrado e svettata di Higuaìn (89′) su piazzato di Dybala.

Marco Sportiello. Non deve metterci che la manona sull’angolo di Mario Rui (25′) e sull’altro mancino, quello di Mertens, al 50′ su apertura di Callejon. Al resto, contro un Napoli sfasatissimo (meno 4 dalla vetta) e in dieci per il rosso a Koulibaly (8′) per fallo da ultimo uomo, ci pensa il Cholito Simeone dopo aver approvvigionato i suoi del cartellino fatale: al 34′ su palla di Biraghi, al 62′ in tap-in (Hysaj e Reina dicono di no al capoccione di Badelj) e al 93′ dietro invito di Chiesa.

Marco D’Alessandro e Berat Djimsiti. Non convocato e moloch della difesa del fanalino di coda Benevento (23′ Viola, 76′ Coda su rigore per mani di Pezzella sul traversone di Brignola, 90′ Sagna di testa) che nonostante il doppio giallo a Cataldi al 57′ agguanta il diciottesimo punto al piano di sopra in attesa di ricominciare dall’ammezzato cadetto. Eccellente 3-3 casalingo con l’Udinese (13′ incornata di Widmer, 78′ e 79′ Lasagna) appena passata di mano da Oddo a Tudor.

Franck Kessie. Non deve sforzarsi per risolvere la pratica del Milan, sempre in scia all’Atalanta (57 a 58, settimo), in quel di Bologna, anche perché ci pensano Calhanoglu (34′) e Bonaventura (45’+1′, assist del turco) e De Maio può soltanto ridurre le distanze (74′) svettando sul cross tagliato di Verdi. Il Var nega a Orsolini la possibile impattata al 38′: Palacio tocca con la mano.

Jasmin Kurtic, Federico Mattiello e Alberto Paloschi. Tutti e tre in campo (la punta dal 69′ per Floccari) e sloveno da sigillo con uno splendido sinistro dal limite nel 3-1 di Verona che vale uno spicchio di salvezza (quartultimi a 32, più 1 sul Chievo) per la Spal. Valoti (13′) illude l’Hellas, l’esterno sinistro chiude male sul cross da destra di Cerci al novantesimo rischiando l’aggancio del 2-2 di Romulo, Fares regala l’1-1 al quinto di recupero del primo tempo correggendo di fronte l’ammollo di Costa e l’angolo di quest’ultimo trova sponda di Vicari e sinistro di Felipe nel sacco al 71′.

Akos Kecskés. In panchina nel Korona Kielce (89′ Cvijanovic) sconfitto per 3-1 venerdì scorso sul campo della capolista Legia (47′ Szymanski, 56′ Niezgoda, 79′ Radovic su rigore) e ora settimo a 48.
Constantin Nica. Solito uccel di bosco per la Dinamo Bucarest, sempre straprima nel Relegation Round rumeno (35 a 29 sul Botosani inseguitore) nonostante il ko all’inglese del lunedì a Sfantu Gheorghe contro il Sepsi (30′ e 91′ Tandia).

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