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Gol in chiaro, non tutto è perduto: c’è sempre il diritto di cronaca

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Calcio e tv, la battaglia dei diritti continua

La Rai protesta, i tifosi possono perdere una storica trasmissione come 90°minuto: ma all’interno dei tg è possibile vedere i gol

In queste ore impazza la battaglia sui diritti tv del prossimo campionato di Serie A: a poco più di due mesi dall’inizio della stagione, non si sa ancora chi trasmetterà le partite. Che sia satellite, terrestre o web, poco cambia: tanti i provider in ballo, da Sky a Mediaset, da Perform (web) alla rediviva Mediapro che potrebbe restare – nonostante tutto – ancora in corsa.

Ma a far discutere, da ieri sera, è la questione ‘diritti in chiaro‘ e la possibilità di trasmettere gratis, per tutti, le immagini salienti delle gare di Serie A. Una possibilità garantita dalla Rai da tantissimi anni, grazie a 90° minuto, ma che viene minata in base alle nuove regole sulla commercializzazione dei diritti: gli highlights in chiaro non saranno disponibili in televisione prima delle 22 di domenica, mentre sul web saranno visibili tre ore dopo ogni partita. Non bisogna dimenticare, però, che – per fortuna, editorialmente parlando – esiste ancora quel ‘diritto di cronaca’ che permetterà ai telegiornali di poter fare una strappo alla regola, e mandare in onda almeno i gol: l’importante è il contributo filmato “non sia durata superiore a otto minuti complessivi per giornata e comunque non superiore a quattro minuti per ciascun giorno solare, con un limite massimo di tre minuti per singolo evento, decorso un breve lasso di tempo dalla conclusione dell’evento, comunque non inferiore alle tre ore”.

Ad ogni modo, il ‘servizio pubblico’ ha deciso di scendere in campo e farsi sentire, tramite una dura nota diramata nella tarda serata di ieri: “In merito allo scenario che si va definendo relativamente all’acquisto dei diritti televisivi del campionato di calcio di Serie A per le prossime tre stagioni, la Rai evidenzia con stupore che si è davanti ad un rischio grave e incomprensibile per il servizio pubblico: non far vedere a tutti gli italiani il sabato sera e la domenica pomeriggio le immagini salienti delle partite, come avvenuto per oltre mezzo secolo, ma solo a chi può permettersi abbonamenti con privati – sentenzia l’emittente di Viale Mazzini – Bisogna rivedere una decisione che danneggia tutti i tifosi. La Rai ha contribuito, nel corso degli anni, a rendere il calcio lo sport più popolare, potrebbe essere costretta a rinunciare a trasmissioni storiche come 90esimo Minuto. Chiediamo pertanto ai presidenti delle società di Serie A – conclude la nota di rivedere questa decisione che danneggia prima di tutto i loro stessi tifosi e tutti gli appassionati di calcio”.

 

 

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