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La penna in trasferta – Chiocchio (Voce Giallorossa): “Cristante se la gioca con Pastore”

Il vicedirettore della testata tutta romanista sulle prospettive del freschissimo ex di turno nel Monday Night: “L’argentino è sotto ritmo, ma è a lui che Di Francesco ha consegnato le chiavi del gioco”

Cristante non è in ballottaggio con Strootman, casomai con Pastore. Che deve dimostrare di poter fare la differenza: le chiavi della manovra sono state affidate a lui”. Sul tormentone della presenza o meno da ex nel Monday Night dell’Olimpico tra Roma e Atalanta, ecco il parere autorevole di un habitué di Trigoria come Gabriele Chiocchio, giornalista della Capitale e vicedirettore di VoceGiallorossa.it.

Insomma, Bryan al momento non è da considerarsi titolare. 
“Come mezzala, nel primo turno contro il Torino, è partito Pastore che però è apparso sotto ritmo. Il dubbio se schierare l’argentino o il nuovo arrivato è legittimo. Finché si gioca su un fronte solo, le gerarchie sulla carta sono quelle attuali. Da settembre, con la Champions League, Di Francesco inizierà la consueta rotazione, anche di cinque uomini per volta: il suo gioco è dispendiosissimo”.

Che senso ha avuto l’investimento importante sul prestito nerazzurro da riscattare a giugno, un affare da 30 milioni, se deve giocarsi un posto in squadra?
“Cristante riempie la casella lasciata libera da Nainggolan, anche perché col nazionale belga ha due caratteristiche in comune: la forza fisica e la capacità di liberarsi per gli inserimenti. Non gli mancheranno le occasioni per dimostrare la sua importanza nell’economia del gioco. Settimana scorsa è subentrato a El Shaarawy facendo bene”.

Pastore in quella posizione sembra un leone in gabbia, da trequartista naturale qual è.
“Anche al Paris Saint-Germain la posizione in campo era la stessa, solo che nel campionato francese non è che dovesse correre così tanto. Il nodo vero è la creazione dell’azione: Dzeko arretra spesso per giocare il pallone sulla trequarti, mentre dovrebbe essere compito di Pastore. Il play basso invece sarà ancora De Rossi, Nzonzi non è pronto”.

Del resto il tecnico è abbonato a un 4-3-3 piuttosto integralista.
“Il suo credo è quello, anche se da un eventuale rombo trarrebbero vantaggio sia Pastore che Schick, che è una seconda punta. Contro l’Atalanta, invece, sarà confermato il tridente di Torino con Under ed El Shaarawy: Kluivert è un ’99, non lo si può caricare di responsabilità eccessive. Contro i granata s’è spostato da sinistra a destra mettendo l’assist decisivo per il matchball del bosniaco, ma non parte titolare nemmeno lui”.

Quale sarà la chiave della partita di lunedì sera?
“Le marcature individuali di Gasperini rischiano di bloccare il centrocampo, come nella sfida precedente all’Epifania dove Gonalons lì in mezzo perse un pallone di troppo. Al cospetto del sistema di gioco che porta l’Atalanta a formare due rombi di quattro giocatori tra centrali laterali, la mediana e uno per parte fra trequartista e seconda punta, la Roma è in inferiorità numerica sulle fasce, dove dispone di due catene di tre fra terzini, mezze ali e ali. Pastore sarà fondamentale nella manovra: agendo dietro Dzeko dovrà portare i suoi ad attaccare al centro. I bergamaschi in avanti hanno molte soluzioni e la difesa romanista non potrà restare alta come al solito. E non va scordato che hanno cominciato la preparazione prima, per via dell’Europa League: fisicamente sono tra le squadre più avanti della serie A”.

 

 

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