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L’album dei ricordi – A Ferrara cinquina cercasi: la Dea non vince dal ’62

Da Costa e Domenghini gli ultimi firmatari di un successo atalantino sull’ostico campo dei biancazzurri. Tra le sconfitte bergamasche in terra altrui, anche il segno di nonno Petagna…

Ferrara e la Spal? Per l’Atalanta, contro il biancazzurro che ribolle d’entusiasmo fin dai tempi eroici di Paolo Mazza allenatore e/o presidente, se non sono un tabù, poco ci manca. Perché per arrivare al poker di imprese corsare nel palmarès occorre conteggiare come prima assoluta quella dell’8 gennaio 1928: era il girone A di Prima Divisione (la B dell’epoca, su base interregionale) e davanti alla coppia Raniero Buschi-Giacomo Cornolti, a segno al 44′ e al 76′, nulla poté il gol della bandiera di Barbieri all’87’.

LE ALTRE IMPRESE CORSARE. Gli altri tre bottini pieni extra moenia per la ninfa del pallone orobico? L’1-0 firmato Biassoni (20′) il 30 settembre ’34 (in panchina, Angelo Mattea contro Mihaly Balacics) fa il paio con quello del 10 settembre ’61 (Ferruccio Valcareggi vs Serafino Montanari) risolto dall’ex di turno Rinaldo Olivieri (79′). L’ultimo dei successi bergamaschi è il 5-2 del 16 dicembre del ’62 (Paolo Tabanelli contro Montanari): Bui (3′) e Micheli (65′) per i locali, impallinati dai doppiettisti Da Costa (26′ e 35′) e Domenghini (47′, 84′) con l’intermezzo di Arturo Gentili (38′), la scheggia di Stezzano.

FERRARA, UN CAMPO MINATO. Quando il girone unico ancora non esisteva, la truppa di Imre Payer sbancò il Campo Littorio, antesignano del “Mazza”, terreno osticissimo come detto in premessa: i nerazzurri vi hanno prevalso solo 4 volte contro le 12 a Bergamo, pareggiandone 12 sulle 25 degli scontri complessivi, segnandoci 25 reti (a 34) su 56 (a 59) e soprattutto perdendone 12 (19 in tutto).

GLI SGAMBETTI DI NONNO PETAGNA. Francesco Petagna, nonno di Andrea, appena passato sulla sponda spallina, da tecnico dei ferraresi di sgambetti alla Dea ne ha fatti non pochi. Pronti, via. Il 3-1 rifilato a Stefano Angeleri del 19 dicembre 1965 (26′ e 48′ Innocenti, 40′ Massei su rigore, 73′ Chico Nova) e altri due successi, stavolta di misura, il 5 marzo ’67 (4′ Massei) e il 28 aprile ’68 (Bertuccioli allo scadere). Il nonnetto d’arte, già capitano della Triestina negli anni cinquanta, affondò il tackle anche al “Comunale” di Bergamo: il 5 dicembre 1965, nel terzo turno di Coppa Italia (Massei a inizio ripresa e Bertuccioli, again, al novantesimo), e ancora in A nell’1-0 firmato Muzzio (43′) del 23 ottobre 1966. Speriamo che il nipote non lo imiti oltre la riga di gesso.

 

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