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Mattia Valoti, la Spal e l’aria di derby

Mattia Valoti

Per il figlio d’arte (di Aladino), fin qui a secco di presenze con la nuova maglia, anche un minutaggio risicato potrebbe voler dire parecchio. Mini storia di un potenziale big

Il papà Aladino, ultimamente, ha fatto il direttore sportivo al Palermo, dal 28 febbraio al 9 luglio scorsi, pagando il rientro in carica di Rino Foschi nella consueta rumba tecnico-dirigenziale di Maurizio Zamparini dopo aver stracciato un comodo triennale al Sudtirol. A Mattia Valoti, 16 reti in 111 partite da professionista (più 3 in 11 fra Italia Under 16 e Under 20), invece, è andata decisamente meglio. Perché non è retrocesso insieme al suo Hellas Verona, che l’ha ceduto in prestito alla Spal con obbligo di riscatto ma solo a certe condizioni (salvezza in primis). E adesso, pur avendo assaggiato solo la panca e la tribuna, in Coppa Italia, il 12 agosto alla Spezia, con Andrea Petagna match winner, pregusta l’aria di derby in vista della quarta di campionato contro l’Atalanta.

BERGAMASCO, MAI ATALANTINO. Il padre in nerazzurro c’era cresciuto giocandoci poi spezzoni in prima squadra intorno alla metà degli anni ottanta, mentre il figlio l’ha incrociato di striscio solo durante la militanza (2006-2011) nelle giovanili dell’AlbinoLeffe. Nato il 6 settembre 1993 a Vicenza, una delle tappe da calciatore del genitore, il longilineo trequartista d’origine con recenti escursioni da mezzala o ala aspetta ancora la grande occasione per lanciarsi sotto i riflettori che contano. Mancata quando il Milan, acquistatolo in compartecipazione dai seriani il 19 gennaio 2011 per farlo giocare in Primavera nel 2011-2012 dopo allenamenti e amichevoli con i big, lo lasciò riscattare (2014) proprio dai blucelesti, reduci dai playoff di Prima Divisione interrotti ai rigori a Cremona, che lo avrebbero poi rivenduto lungo le rive dell’Adige in seguito al solito giro di corsa a titolo temporaneo.

LA FATAL VERONA. Da Verona ai prestiti con Pescara e Livorno il passo è breve quando quello del ritorno, con 6 palloni nel sacco di cui 3 in campionato, tutti nella massima serie, tutti nella stagione passata, tutti al “Bentegodi”: la doppietta al Torino nel 2-1 del 25 febbraio e il successo personale proprio contro i ferraresi nel ko per 3-1 del 29 aprile, quart’ultima giornata.

IL PRECEDENTE CON LA DEA. A livello senior l’unico precedente di Valoti contro i nerazzurri risale al 18 marzo 2018, appunto in maglia gialloblù, come cambio nella ripresa di Büchel nella cinquina casalinga sul gobbone. Il 31 agosto 2014, a Bergamo, e il 25 gennaio 2015 in Veneto (1-0 per i suoi, Saviola al 53′, Andrea Mandorlini allenatore) era in panchina. Nelle giovanili, pardon in Primavera (impossibile raccogliere dati più indietro nel tempo), presente nel ko per 3-0 a Zingonia in rossonero il 13 ottobre 2012 e, prima ancora, vestito di celeste sempre al Centro Bortolotti nell’occhiale del 27 novembre 2010 e nell’1-3 interno del 9 aprile 2011: per i suoi segnò il Gallo Belotti, lui subentrò al 20′ a Paolo Carminati, di là firme di Pandiani, Minotti e Zappacosta. Meglio vincere lo scontro diretto al piano di sopra, senza dimenticare il tour d’Italie da ragazzino: agli esordi, Lucchese, Cosenza, Palermo, Crotone, Martina Franca e Dalmine Futura.

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