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Snidaro, l’eroe della risalita dalla C. Bonavita, il guru dei vivai. Auguri anche a loro

64 anni per il mediano friulano, rimasto a vivere a Bergamo: arrivò in C1, lasciò con la promozione. 47 per il responsabile del vivaio della Cremonese

Giancarlo Snidaro e Giovanni Bonavita, ex mediano da 64 anni ed ex sfondatore da 47 oggi, non potrebbero essere più diversi. Il primo è tra gli eroi della risalita dall’inferno della C1, il secondo giocò in Coppa Uefa nemmeno ventenne per poi scendere di categoria. I compleanni atalantini del 21 settembre si completano con un paio di gustosi viaggi a ritroso in altrettante tappe della storia della Dea.

UNA VITA DA MEDIANO… O QUASI. Giunto nell’estate del 1981 a Bergamo, dove sarebbe poi rimasto a vivere, il friulano di Pradamano (Udine), nato nel ’54, aveva alle spalle anni fra C e D con Alessandria, Anconitana, Civitavecchia (17 gol nel ’75-’76 da attaccante) e Reggina (quinquennio). Da Ottavio Bianchi a Nedo Sonetti, dal cambio di bomber Lino Mutti-Marco Pacione, a fianco di Andrea Agostinelli in un centrocampo completato da gente come Domenico Moro, Claudio Foscarini e Marino Magrin, che stazionava dietro le punte e l’astro nascente Roberto Donadoni, Snidaro (una fugace apparizione come tecnico delle giovanili del Loreto) nel suo palmares nerazzurro conta 102 presenze con 5 reti. Nell’ultima annata, con la A riconquistata sul campo, è chiuso dall’acquisto di Carmine Gentile che avanza Eugenio Perico nella sua posizione. Piacenza e Trevigliese, con ritiro trentacinquenne, le ultime stazioni.

BONAVITA PER I GIOVANI. Il picco della gloria per l’aitante prima punta cittadina di nascita e atalantina di formazione calcistica? I quarti di finale di Coppa Uefa contro l’Inter, nel ’91: al Comunale, nell’occhiale del 6 marzo, da titolare accanto a Claudio Caniggia; al ritorno, il 20 a San Siro, da subentrato a Carlo Perrone al 69′, quando Serena e Matthäus su punizione avevano ormai chiuso la pratica. 2 delle 8 presenze in prima squadra, con esordio il 17 gennaio ’90 concessogli dal Mondo nella tana del Milan, al 68′, al posto di Armando Madonna, sotto 3-1. Primo, ultimo e unico pallone in porta, in Bari-Atalanta 4-1 del 27 gennaio 1991. C’era ancora Piero Frosio come mister, finirà con Bruno Giorgi. Erano gli anni del Figlio del Vento e di Evair, difficile ritagliarsi spazio. Il resto? Spal, Pro Sesto, Venezia, Lecco, Alzano Virescit, Torres, Albinese, AlbinoLeffe, Mantova, Aglianese, Palazzolo e Trealbe, chiudendo la serranda a quota 33 per iniziare l’avventura nei settori giovanili: dal 2008 in bluceleste, dove nel 2013 vince il titolo di Campione d’Italia categoria Allievi come responsabile del vivaio, a adesso alla Cremonese. Tantissimi auguri.

 

 

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