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Con l’Inter è andata che l’Atalanta subiva il pareggio e la Curva…

In Atalanta-Inter è successo nuovamente qualcosa di bellissimo, questa volta sotto gli occhi di tutti

Inizio ripresa, l’Atalanta è appena rientrata in campo dopo 45 minuti di fuoco. Il punteggio è di 1-0 ma potrebbe essere all’incirca arricchito da due o tre gol di scarto. Una frazione di gioco dove ci si è morsi la lingua per parecchio tempo a causa dei miracoli del portiere avversario. E delle reti sbagliate. Una frazione di gioco dove ad imprecare ci ha pensato Gasperini.

Dopo 22 secondi dall’inizio del secondo tempo c’è il pasticcio su rinvio di Berisha che pesca Politano, il cui tentativo di girarsi incoccia sul braccio vicinissimo di Mancini: per Maresca è rigore, Icardi tiene la sfera bassa e pareggia dal dischetto. Entrati in campo con la fame giusta a raddoppiare meritatamente e invece.. si subisce. In pachina lo stratega di Grugliasco non ci vede più. Lo stadio è in silenzio, o quasi.

Si teme al peggio, cioè che la fortuna dell’Inter possa dilagare sul grande match dell’Atalanta. Ma ad un certo punto succede qualcosa che non si può fare finta di non vedere. Qualcosa alla quale non si può non credere. Ci si chiede come sbloccare la partita e se mai l’Atalanta possa riuscire a mantenere il pareggio. È  in quel momento, dopo 6 minuti dalla rete avversaria, che la Curva bergamasca inizia a saltare.

Prima un coro timoroso, poi sempre più gonfio, sempre più pieno. “Il nostro folle amore senza fine –  e la curva inizia ad attaccare – se facciam danni tu ci capirai, siamo bergamaschi e non conosciam confine”. Una scossa di adrenalina che arriva fino alle tribune, fino alla punizione di Ilicic che pesca in area di rigore Mancini pronto ad insaccare di testa il raddoppio. È delirio nerazzurro. Come è andata a finire lo sappiamo tutti.

Ci si chiede spesso se dal campo, con gli spalti così lontani, un coro unisono di voci possa fare la differenza. Bene, questa volta, ancora, l’ha fatta. È innegabile e inconfutabile potere affermare che a quella domanda, su chi avrebbe potuto fare la differenza, lo stadio ha risposto Presente. Ci siamo, vinciamo. Insieme.

 

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