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Cori di discriminazione: come funziona il regolamento?

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Alla terza volta in cui vengono intonati l’arbitro manderà le squadre negli spogliatoi, ma sarà il responsabile dell’ordine pubblico a decidere se sospendere la partita

Sta facendo molto discutere, nelle ultime settimane, il tema dei cori di discriminazione razziale e territoriale. Una polemica nata dalle lamentele da parte di Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli. Da qui l’annuncio: “Se dovesse succedere a Bergamo chiederemo che la partita venga sospesa”.

La risposta positiva arriva da Nicola Rizzoli, designatore arbitrale per la Serie A: “Dalla prossima giornata verrà applicato alla lettera il protocollo”. Ma come funziona?

La prima volta in cui vengono intonati cori di discriminazione razziale o territoriale l’arbitro interrompe la partita e lo speaker fa un annuncio. La seconda volta l’arbitro interrompe nuovamente la partita, chiamando le squadre a centrocampo e facendo fare un nuovo annuncio allo speaker.

La terza volta le squadre vanno negli spogliatoi e a quel punto la palla passa al responsabile dell’ordine pubblico, che deciderà se sospendere o meno la partita.

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