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Auguri a Costinha, il Lamborghini-man da 54 minuti

Compie 44 anni, da tecnico del Nacional (isola di Madeira), il centrocampista già campione d’Europa con Mourinho e poi spettatore pagato a Bergamo

54 giri di lancetta e zac. Dentro Fernando Tissone, che quel 2 settembre 2007 all’ombra della Maresana col Parma accarezza la testa di Moris Carrozzieri per il raddoppio, e di Francisco José Rodrigues da Costa, dal nome anagrafico più lungo della sua esperienza sul campo all’Atalanta, a Zingonia e dintorni rimane traccia solo in abiti alla moda alle prese con la sua fiammante Lamborghini gialla. Da dipendente il meglio noto come Costinha, unica apparizione agli ordini di Gigi Delneri (Gregucci, Conte e Bonacina si guardarono bene dall’utilizzarlo), era tenuto a presentarsi in sede e stop. Ma faceva volentieri la spola con le boutique milanesi di via Monte Napoleone.

OST(EGG)I(ATO). Colpa del direttore generale Cesare Giacobazzi e del direttore sportivo Carlo Osti, secondo l’interessato, oggi 44 anni festeggiati da allenatore del Nacional de Madeira in patria: non lo lasciarono andare, rivelò in un’intervista al Corriere della Sera, all’Inter dell’amico José Mourinho, con cui aveva vinto la Champions League al Porto nel 2004 in finale contro il Monaco, in cambio di Olivier Dacourt.

L’UOMO DA 42 MILA EURO AL MINUTO. Preso con un triennale da 750 mila euro a botta, i calcoli della media al minuto, conti alla mano, fanno 41.666 a giro di lancetta. Problemi muscolari e poi con la società, da separato in casa. Dopo quella seconda giornata sotto il sole con un palo sfiorato in gioco aereo, nisba. Nemmeno una convocazione. Giunto da svincolato ormai trentatreenne, reduce da una stagione all’Atletico Madrid, il regista basso nato a Lisbona aveva alle spalle un curriculum da urlo: titolo francese (2000) e 2 Supercoppe di Francia (’97, 2000) col Monaco; 2 scudetti (2003, 2004), 1 Coppa del Portogallo (2003), 2 Supercoppe del Portogallo (2003, 2004), la Coppa Uefa (2003), appunto la Champions e l’Intercontinentale (2004).

L’UOMO DI MOU. Cresciuto nell’Oriental Lisbona ed esaurita l’esperienza monegasca sotto Jean Tigana e Claude Puel (1997-2001) dopo aver giocato in patria anche nel Machico e nel Nacional, squadra di Funchal che fa concorrenza al Maritimo nei cuori dei tifosi dell’Isola, Costinha conosce con Mou l’apice della carriera, completata anche dalla Dinamo Mosca (2005-2006) e da 2 gol in 53 partite con la sua nazionale. In nerazzurro, parabola conclusa da un sms dell’ufficio stampa ai giornalisti il 23 febbraio 2010: “Risoluzione consensuale per Costinha”. Non un granché nemmeno il prosieguo. Da direttore sportivo, allo Sporting Lisbona, fino al 22 dicembre, quindi al Servette dal 14 giugno 2011 al 25 aprile 2012 con l’allenatore Carlos Pereira. E infine sulla panchina: nel febbraio 2013 lo prende il Beira-Mar che retrocede, quindi il Pacos de Ferreira, l’Academica (2016) e il Nacional, dove aveva giocato 22 anni fa e ha cominciato la sua seconda annata. Auguri.

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