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Auguri a Timothy Castagne, l’Hateboer di riserva

Il laterale belga compie 23 anni da guardaspalle del pendolino titolare. Ma a Bergamo ha sempre offerto un contributo molto sostanzioso, da titolare in pectore

23 candeline, da spegnere col soffio dell’entusiasmo reso un po’ affannoso dal sano realismo. Ha affondato la zampata del la alla rimonta romana (poi abortita) di fine estate, quel 27 agosto segnato dal destino per precedere di un tris di serate la delusione cocente di Copenaghen in quota Europa League. 3-3 e ko ai rigori, vissuti da titolare, come il ritorno con l’Hapoel Haifa aperto dal suo assist per Zapata. Poi, se non è rientrato nei ranghi, poco ci manca. Perché Timothy Castagne, 4 gare di coppa di cui 2 dal kick off e altre 6 in campionato di cui dall’inizio anche con Spal, Milan, Fiorentina (a sinistra) e Sampdoria (idem), nell’Atalanta di fatto è la riserva di un intoccabile come Hans Hateboer.

IL BELGA VENUTO DAL GENK. Il pallone in porta più famoso del vallone belga, nato ad Arlon e pescato due estati or sono dalla canna lunga e sapiente di Giovanni Sartori nell’acquario del Genk, resta comunque quello al Napoli nel quarto secco di Coppa Italia a Fuorigrotta il 2 gennaio scorso. I Ciucci, nota dolente. Non foss’altro perché nemmeno nel recente Monday Night il nostro ha messo piede in campo, cosa capitatagli del resto in altre quattro delle ultime sei giornate. Unico squarcio nella noia di un’apparente bocciatura, ma in realtà Gian Piero Gasperini ragiona per meritocrazia, il part time nel poker sporco all’Inter. Al posto di Rafa Toloi, col tulipano che gli ombreggia la gloria a retrocedere a terzo a destra nel pacchetto di guardia.

I NUMERI DEL ‘BOROLA’. Il guardaspalle di Hans Occhio Vitreo, 37 presenze, 2 reti e 4 servizi vincenti da nerazzurro, resta comunque un elemento fra i più solidi e performanti dell’intera rosa a disposizione del Gasp. Anche se non è particolarmente duttile, visto che il suo regno è a destra e stop, dall’altra parte (male con la Samp, così così a Firenze) è riciclato. Il Boröla, com’è chiamato affettuosamente dal pubblico con vezzo tipicamente dialettale vista l’assonanza del cognome con l’omonimo frutto secco, ha alle spalle 136 allacciate di scarpe con 5 gol e 8 assist. Da terzino prima ed esterno puro poi. E un futuro da plusvalenza del calciomercato di Zingonia, se l’uomo in panchina e la prossima cessione del compagno-rivale lo permetteranno. Tanti auguri.

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