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ESCLUSIVA – Vincenzo Chiarenza: “Percassi e Gasperini sono due che sanno fare il proprio lavoro”

vincenzo chiarenza

L’ex tecnico della Primavera juventina e compagno di squadra del presidente atalantino attribuisce molti meriti al numero uno e alla guida tecnica nerazzurra

In pochi lo ricorderanno per i suoi trascorsi da calciatore nell’Atalanta (dal 1975 al 1977 e nella stagione 1978/1979), qualcuno in più lo assocerà alla Juventus, di cui è stato per un lungo corso allenatore delle giovanili bianconere con cui vinse diversi trofei soprattutto con Berretti e Primavera. Stiamo parlando di Vincenzo Chiarenza (ex anche di Udinese, Sampdoria, Avellino, Bari e Lazio per citarne alcune) che in questa intervista esclusiva torna a parlare anche di Antonio Percassi (suo compagno di squadra negli anni settanta), Gian Piero Gasperini (suo collega nel vivaio juventino) e Andrea Masiello (cresciuto nella Juventus e allenato in Primavera da Chiarenza).

Mister, innanzitutto che ricordi ha dell’Atalanta?
“Io son venuto in Serie B nell’anno 1975 con Cadé allenatore e ci salvammo verso la fine del campionato. Ma Bergamo era già un’ambiente di calcio. Per un calciatore è una delle migliori soluzioni: si lavora tranquilli e si ha il massimo supporto della tifoserie. Ricordo di aver giocato insieme a Cabrini, Tavola, Prandelli, Pircher, Fanna. Tutta gente che aveva fame di calcio”.

E c’era anche un certo Antonio Percassi…
“Me lo ricordo bene. In quel periodo non giocavamo molto, ma c’è un curioso aneddoto che ci riguarda. Dopo la seduta di allenamento di Titta Rota proseguivamo ad allenarci insieme correndo come dei matti per cercare di mettere in difficoltà l’allenatore nelle scelte”.

Si aspettava diventasse un imprenditore di questo calibro?
“Già da calciatore possedeva lo stile dell’imprenditore. Poi essendo stato un calciatore dell’Atalanta era già immerso nel calcio fino al collo. E’ sempre stata una persona che impegnandosi ha raccolto i frutti e ha saputo fare questo miracolo Atalanta con Gasperini che conosco bene per aver lavorato con lui otto anni nel settore giovanile della Juventus”.

Che idea si è fatto della gestione societaria dei Percassi? Anche perché inizialmente Gasperini era finito sulla graticola…
“Non mi sorprende che con due persone come Percassi e Gasperini l’Atalanta abbia raggiunto questo livello. Il presidente è un uomo di calcio e ha gestito bene la situazione Gasperini dandogli la fiducia che meritava. Per lunghi periodi io ho avuto modo di osservare da vicino i metodi di lavoro di Gasp sia dal punto di vista fisico, sia da quello tattico e Antonio a fatto benissimo a riconfermarlo in quello che era un momento difficile per entrambi. Del resto Percassi è sempre stato un testardo, un “cò de legn” come dite voi a Bergamo, e ha avuto ragione”.

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