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SONDAGGIO – Il gol più bello del 2018: Ilicic, Gomez o Zapata?

I due fantasisti non sono certo una novità, il centravanti colombiano a carburazione lenta è esploso nelle ultime giornate segnando 9 gol in 6 gare di cui il capolavoro contro la Juve

Papu Gomez contro l’Inter, Josip Ilicic nel secondo dei tre gol personali al Chievo, nel pomeriggio della sua rinascita, Robin Gosens nella cinquina (poi sporcata dal penalty di Birsa) nella stessa partita, oppure Duvan Zapata nel la alla rimonta sotto la Maresana con la Juventus? Quattro gol, quattro perle. In palio, il titolo di marcatura più bella del 2018. Meglio cullare i sogni del prossimo futuro, con la carrellata sulle prodezze recenti, che abbandonarsi all’amarcord strappalacrime dell’annata coi due fronti interni e quello continentale. Però, per dovere di completezza, ne aggiungiamo in coda una grossa del 2017-2018, sempre a firma del numero 72. E secondo voi, qual è il gol esteticamente ed emozionalmente più appagante dell’anno solare dell’Atalanta appena concluso?

VIVA ZAPATA. Nell’ultimo, rocambolesco e spettacolarissimo 2-2 casalingo con la Juventus, tutta la bravura straripante di un Duvan capace di mandare per le terre un certo Leo Bonucci con una finta di corpo facendo poi secco Szczesny con un sinistro chirurgico a battezzare l’angoletto. 24′ del primo tempo, c’era l’autogol di Djimsiti a cui rimediare e per farlo è stata sufficiente l’imbeccata del Papu da lontano. La Seconda di Natale è stata davvero speciale.

ILICIC, BUONA LA SECONDA. Due mesi out per l’infezione batterica e la paura di non poter più tornare quello di prima. Ma il 21 ottobre scorso, in casa del Chievo, San Josip da Prijedor, sangue croato sgorgato da una fetta di Bosnia a maggioranza bosgnacca e serba, la differenza l’ha fatta eccome. Azione tambureggiante per il vantaggio by de Roon, raddoppio subitaneo nel sette e, al 5′ della ripresa, il masterpiece indovinando l’angolino alla sinistra di Sorrentino dopo una corsa a ostacoli a perdifiato innescata da Freuler. Il raddoppio di quello che si sarebbe rivelato un roboante 5-1, con tripletta suggeritagli da Gosens.

ROBIN, IL SINISTRO DEL RENO. Proprio il tedesco di sangue molto olandese di Emmerich am Rein, uno che per sua stessa ammissione ha vissuto la gioventù fino ai suoi diciott’anni in quello che dalle parti di Bergamo è tuttora noto come torneo del sabato, per completare la manita nel turno di campionato di cui sopra ha rubato palla a Depaoli per infilare sotto l’incrocio da posizione defilata. Dai e dai, spingi e spingi, il mancinone una volta grezzo ha cominciato a prendere la mira da par suo.

IL PAPU DEL POKER. Nella sfida tutta nerazzurra contro la Beneamata dell’11 novembre scorso, la prodezza come ciliegina sulla torta nel garbage time al culmine del torello della provinciale contro una big annichilita. Difficile ricordarsi quanti giocatori abbiano toccato la sfera e quanti passaggi l’abbiano preceduta. Ma Alejandro da Buenos Aires è un maestro nel trasformare le sudate, personali e collettive, in manicaretti. Convergendo da sinistra e nel sette. Chapeau.

JOSIP SUL RENO. Signal Iduna Park, 15 febbraio 2018: la Grande Illusione contro il Borussia Dortmund nei sedicesimi di finale di Europa League, atto I. Sarà un ko per 3-2, ma il pari di Ilicic al 6′ del secondo tempo resterà qualcosa di epico negli anni a venire. Leo Spinazzola la mette con un cambio campo, il nazionale sloveno controlla, ne evita due solo con lo sguardo e insacca dall’altra parte con la semplicità e la freddezza dei grandi.

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