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Biondini e Orsolini, auguri a due meteore

Traguardo con l’anagrafe di segno opposto per il mediano romagnolo e l’ala ascolana: il veterano riparte dalla D, il ’97 usa il Bologna come trampolino di lancio

Uno è ripartito da casa sua, a Cesena, per tentare la scalata ai professionisti laddove la società è fallita la scorsa estate. L’altro tenta di librarsi nell’empireo del pallone usando il Bologna come trampolino di lancio, senza esserci ancora riuscito. Solo l’anagrafe li accomuna, visto che oggi, giovedì 24 gennaio, Davide Biondini spegne 36 candeline e Riccardo Orsolini 22. Due ex dell’Atalanta che appartengono a epoche temporalmente vicine eppure così diverse: la banda di Stefano Colantuono senza orizzonti al netto della salvezza e quella nuova di trinca di Gian Piero Gasperini.

BIONDINI IL ROSSO. Davide, romagnolo purosangue di Longiano, capello fulvo e passo da mediano a due fasi che preferisce contenere, uno che poteva indossare il numero 88 a differenza di Buffon senza per questo passare per il nazi di turno, da agosto 2018 è tornato alla base, laddove era cresciuto. Per riportare a galla dalla serie D la creatura che il duo Angelini-Antonioli ha ereditato dall’implosione tardo-primaverile, da vice capitano di Giuseppe De Feudis. Interno, mezzala o anche esterno part time, 20 match su 24 da titolare nella Dea nel 2012-2013. Vicenza, Reggina, Cagliari, Genoa (titolare del cartellino nel suo periodo orobico) e Sassuolo le altre stazioni della carriera, condita anche da 2 apparizioni in Nazionale.

L’ORSO SENZA UNGHIE. Scarpa d’Oro (5 in 7 partite) al Mondiale Under 20 sudcoreano nel 2017 e recente protagonista mancato dello scontro diretto (4 novembre, al “Dall’Ara”, bicicletta velleitaria su cross di Poli nel recupero), ormai è passato più d’un annetto dal passaggio del prestito juventino sulla via Emilia dopo che a Bergamo era apparso chiaro che avrebbe fatto panchina a vita a Ilicic e Gomez. Nonostante il ruolo di secondo piano, perfino l’onore di consumare 1 delle 10 presenze (titolare solo col Sassuolo in Coppa Italia, assist dalla bandierina per il raddoppio di Toloi) in Europa League come cambio dell’ammonito sloveno a Nicosia contro l’Apollon Limassol. Era il 2 novembre, un gol gli rimase pure in canna, stoppato dal braccio di Vale. Ora, in rossoblù, un impiego più continuativo dopo gli 8 gettoni in mezza stagione con Donadoni: con Pippo Inzaghi, 14 su 19 dal 1′ (gol a Udinese e Chievo) in campionato (più 2 assist, vedi l’ultimo a Palacio in casa della Spal), 2 su 2 in Coppa Italia nel quarto turno casalingo del 4 dicembre nel tris il Crotone, servendo il raddoppio alla fronte di Falcinelli. Auguri.

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